Stretta natalizia, vertice in corso. Renzi a Conte: “Se non accetti le nostre proposte ci dimettiamo”

Stretta nelle festività natalizie, capi delegazione incontrano il premier: rigoristi vs permissivi. Ultimatum di Renzi al premier. Crimi: “Nessuna paura”

La partita è tra rigoristi e permissivi. Al vertice di stamane sulla stretta nelle festività natalizie, in funzione anti Covid, sono presenti davanti al premier Giuseppe Conte, i capi delegazione dei partiti di maggioranza e il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia che insieme al titolare della Salute Roberto Speranza sostiene la linea del massimo rigore possibile: zona rossa allargata a tutta Italia nei prefestivi e festivi, dal 23-24 dicembre fino al 3 gennaio e forse anche oltre.

Alla decisione sulla stretta per le festività di Natale non contribuisce certo il clima nel governo. Ieri a Palazzo Chigi il premier aveva incontrato, da ultima, la delegazione di Italia Viva nell’ambito della verifica di maggioranza. Pd e M5s, incontrati da Conte in precedenza, non hanno posto paletti per continuare a sostenere l’esecutivo, a differenza di Italia Viva che ha chiesto esplicitamente di proseguire l’azione di governo sì, ma con un nuovo programma.

La prima richiesta di Iv al premier è in ogni caso la cancellazione della cabina di regia per gestire il Recovery Fund. Noi abbiamo detto “presidente, se vogliamo andare avanti noi ci siamo con lealtà, se ritieni che quello che proponiamo non va bene, con rispetto per le istituzioni, noi ci alziamo e ci dimettiamo” dice Matteo Renzi stamattina a Radio anch’io, su Rai Radio 1. “Ci sono 200 miliardi da spendere, e per 20 anni noi non vedremo più una lira”, perciò questi mld “spendiamoli bene, con una visione. Dirlo non significa aprire una crisi, si chiama fare politica”. Una politica che non vuole essere commissariata da task force di tecnici, ribadisce Renzi.

Prova a stemperare i toni nella maggioranza il capo politico del M5s Vito Crimi che a Rainews24 spiega di non aver “visto questo ultimatum” da Renzi “anzi complessivamente rispetto alle richieste iniziali ce ne sono anche di buon senso, condivisibili. Mi riferisco al contesto delle riforme costituzionali ed elettorali o al Recovery Fund. Parliamoci direttamente, troveremo facilmente la quadra”. Ma non c’è “nessuna paura di andare a casa” precisa Crimi che sulla stretta natalizia taglia corto: “È chiaro che questo Natale non sarà come gli altri, bisognerà rispettare le regole e aver ancor più buon senso”.

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