Speranza: “Riaprire le scuole? Aspettiamo i numeri di venerdì”

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha fatto il punto sulla pandemia intervenendo a ‘La sanità futura tra innovazione e ricerca’

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, è intervenuto stamane nel corso dell’evento online ‘La sanità futura tra innovazione e ricerca’. L’esponente di LeU ha colto l’occasione per toccare vari temi legati all’attualità, tra cui la riapertura delle scuole, un argomento che in questi giorni sta dividendo la maggioranza di governo. “Aspettiamo il report di venerdì per fare le successive valutazioni”, ha dichiarato Speranza, aggiungendo che “le scuole saranno ancora al centro dell’attenzione del governo”. Chiuse dalla seconda media in su per Dpcm, le scuole sono in didattica a distanza anche per materne ed elementari un po’ ovunque per via delle misure restrittive disposte a livello locale. Nonostante ciò, la scuola rimane “una priorità assoluta: valuteremo giorno per giorno i dati epidemiologici e proveremo a capire come il contesto ci consentirà una gestione di una funzione fondamentale del nostro Paese”, ha sottolineato ancora il ministro della Salute.

Speranza ha anche fatto il punto sui vaccini anti-covid che dovrebbero arrivare a partire da gennaio. A differenza degli altri vaccini, il cui acquisto avviene a livello regionale, quello contro il coronavirus sarà gestito centralmente dallo Stato. Diversi contratti sono stati già sottoscritti, rivela Speranza, “e altri saranno firmati a breve. Come Italia avremo il 13,65% dei vaccini già opzionati in sede europea”.

Speranza: “Numeri alti, ma Rt in calo”

Sull’andamento della pandemia, il ministro della Salute prova a mediare tra le due correnti di pensiero: “Penso che dobbiamo dire due verità che possono essere in contraddizione: abbiamo una situazione molto seria con una pressione sul servizio sanitario nazionale molto significativa. Abbiamo numeri alti che non possono farci abbassare la guardia, il virus circola e il numero dei decessi non può non colpirci. Poi c’è un’altra verità, da alcune settimane ci sono segnali incoraggianti: l’Rt era a 1.7, poi 1.4 e ora 1.18, è possibile che in questa settimana si arrivi ad un numero più basso che spero segnali una continuazione di questa tendenza”.

Dopo essersi lasciato ad andare nella realizzazione di un libro dai toni ottimistici, la cui distribuzione è stata bloccata, Speranza è ora molto prudente in vista dei prossimi mesi. Per tal motivo, in ambito di Consiglio dei Ministri, il titolare della Salute è quello più orientato a ridurre le aperture nel periodo natalizio. “La nostra prudenza deve essere massima. A me farebbe molto piacere dire che i problemi sono tutti risolti. Ma se dicessi questo oggi, non direi la verità al Paese. Oggi c’è ancora situazione seria con numeri significativi. Non dimentichiamo quello che è avvenuto durante l’estate, una parte del Paese ha pensato che la battaglia fosse vinta: non possiamo permetterci nuova ondata a inizio 2021. Oggi abbiamo segnali positivi e le misure stanno producendo effetti, ma prima di avere cure certe e un vaccino sicuro validato dalle nostre agenzie nazionali e internazionali, l’unica arma che abbiamo sono le misure che comportano anche dei sacrifici”.

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