Speranza: “Natale più pericoloso dell’estate, vi spiego perché”

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, è stato ospite di Porta a Porta: dal salotto di Bruno Vespa ha ammonito ancora gli italiani

Il periodo di Natale è più pericoloso rispetto all’estate: il ministro della Salute Roberto Speranza, mette in guardia gli italiani intervenendo alla trasmissione Porta a Porta. L’esponente di LeU sembra dunque aver imparato la lezione, poiché lui stesso aveva realizzato un libro dal titolo “Perché guariremo”, che parla della risposta dell’Italia al virus e che sarebbe dovuto uscire dopo l’estate, salvo poi essere bloccato per via della seconda ondata di Covid-19. Rispondendo alla critiche per i limiti agli spostamenti durante il periodo natalizio, Speranza chiarisce subito: “Ho molto rispetto per il dibattito parlamentare, da qui a Natale ci sono due settimane, e ancora un pezzo di discussione, ma per me le norme approvate dal governo sono giuste”.

Nonostante la curva dei contagi sia in calo e la percentuale di positivi sul numero di tamponi continua a diminuire, i decessi sono ancora quotidianamente tanti. “Mi piacerebbe dire che è tutto finito – aggiunge il ministro della Salute – ma purtroppo non è così e il numero più drammatico è quello dei decessi, oggi 887. Non possiamo assuefarci a questi numeri, perché dietro ognuna di quelle persone c’è una vita, parenti che piangono e tanto dolore. Abbiamo chiesto ancora pazienza e sacrifici agli italiani anche per questo Natale”.

Speranza: “Perché il Natale è più pericoloso dell’estate”

Ritornando con la mente al periodo estivo, dopo la prima ondata di coronavirus, in tanti abbiamo pensato evidentemente che la battaglia fosse vinta o quasi, invece non era così. Il rischio di rivivere la stessa esperienza è alto, sottolinea ancora il ministro della Salute, evidenziando che “l’estate è persino meno rischiosa del Natale, perché, per motivi climatici, tradizionalmente si sta molto all’aperto e il contagio è più difficile. Invece durante le vacanze di Natale è chiaro che si tende a stare nei luoghi chiusi, spesso anche con difficoltà ad areare per motivi di temperature basse. Dunque abbiamo veramente la necessità di tenere il punto”.

Insomma, il discorso che spesso si è fatto, ovvero quello secondo cui il caldo sarebbe nemico del virus e il freddo “amico”, è sostanzialmente un rapporto causa-effetto in diretto, per via dei comportamenti che le temperature ci portano ad assumere. L’unica ancora di salvezza sicura, insomma, sembrano esser i vaccini:  “Mi auguro che se superiamo bene questa fase del Natale, poi potremo immaginare da febbraio, anche con la partenza delle vaccinazioni, di guardare con maggior fiducia al futuro. Ma per essere onesti fino in fondo, c’è bisogno ancora di diverse settimane di resistenza perché il vaccino arriva, è la risposta vera al problema che abbiamo, ma come noto le dosi non arriveranno tutte insieme: Pfizer/Biontech che è la prima compagnia che avrà l’autorizzazione, nella primissima fase ci darà 3,4 mln di dosi con le quali riusciamo a coprire 1,7 mln di persone perché per ogni persona servono due dosi. Dunque i vaccini non arriveranno tutti insieme, per questo serve ora fare un ultimo sforzo, che durerà svariate settimane e poi gradualmente verso una stagione diversa, riappropriandoci delle nostre libertà”, conclude Speranza.

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