Speranza: “Curva dei contagi terrificante. Abbiamo 48 ore per piegarla o andiamo in difficoltà”

Il ministro della Salute Roberto Speranza è molto preoccupato per l’andamento della curva dei contagi. Ecco che cosa ha detto.

In una intervista al Corriere della Sera il ministro della Salute Roberto Speranza ha detto che il dato dei contagi da coronavirus “mostra una curva terrificante” e ha aggiunto che “o la pieghiamo o andiamo in difficoltà”, specificando che, secondo lui, “abbiamo 48 ore per provare a dare una stretta ulteriore”, aggiungendo anche che ci sono troppe persone in giro.

Speranza ha parlato anche della scuola e ha detto che la didattica in presenza va difesa il più possibile, ma bisogna anche tenere conto del fatto che in un contesto di epidemia “non è intangibile”, quindi, come già il Premier Giuseppe Conte, ha fatto capire che uno dei punti del prossimo DPCM potrebbe essere proprio la didattica a distanza da preferire a quella in presenza per la stragrande maggioranza degli studenti.

In queste ore il ministro Speranza è in riunione in videoconferenza con il suo collega Francesco Boccia, ministro degli Affari Regionali, i rappresentati di Regioni, Comuni (Anci) e Province (Upi) per parlare delle nuove misure per contrastare questa seconda ondata di Covid-19.

A seconda di quello che emergerà dalla riunione in corso, il governo procederà poi con il DPCM su cui è a lavoro da giorni e che, come ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, sarà “più restrittivo” dei precedenti.

Dall’intervista di Speranza sembra anche che il ministro della Salute dia per scontata la chiusura dei confini tra le regioni e ha aggiunto:

“E purtroppo c’è bisogno di interventi forti anche in Lombardia, una delle aree del Paese che si trovano in condizioni peggiori. Sulla base dei dati del Comitato tecnico scientifico ci sediamo con il presidente Attilio Fontana e con il sindaco Giuseppe Sala e valutiamo le decisioni da prendere”

Ma ha anche detto che l’espressione “Lombardia zona rossa” non gli piace. Poi, sui tamponi, ha detto che non si può dire che l’Italia ne faccia pochi, visto che è arrivata fino a 215mila al giorno, inoltre, visto che da lunedì i medici di medicina generale e i pediatri potranno fare i tamponi antigenici è lecito pensare che si possa arrivare a farne 100mila in più al giorno.

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