Scuole: no alla didattica di domenica, ma attenzione all’estate

La ministra dell’Istruzione boccia definitivamente l’ipotesi di andare a scuola la domenica, ma non è ancora esclusa la didattica estiva

6 Dicembre 2020 18:17

Tra pochi giorni molti studenti di medie ed elementari torneranno a scuola in diverse regioni, mentre il 7 gennaio è prevista la ripartenza delle scuole superiori. Ne ha parlato oggi a L’Aria di Domenica, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Il dibattito è molto caldo da settimane e il tema della scuola ha agitato anche le acque degli ultimi consigli dei ministri. Se da un lato, infatti, c’è la spinta di alcuni ministri a riavviare alcune attività commerciali, dall’altra c’è la spinta di famiglie e studenti per il ritorno tra i banchi, ma – ovviamente – in sicurezza.

A tal proposito ieri si è tenuta una protesta degli studenti a Roma, che hanno chiesto a gran voce cosa stia facendo il governo per evitare che sui mezzi pubblici si ripetano le stesse scene di settembre. Tra le altre ipotesi per scaglionare maggiormente i movimenti, c’è quella della didattica nel weekend, un’ipotesi che però la ministra boccia. “Il sabato in classe c’è già soprattutto al Sud – ha evidenziato – per la domenica non penso sia da perseguire: anche le famiglie non lo vogliono”. Insomma, si dovranno trovare altre soluzioni, ma bisogna fare in fretta perché la stessa Azzolina sostiene che ad oggi “ci sono dei territori già pronti a ripartire”, mentre gli altri sono molto indietro.

A scuola in estate? Sì, ma non ad agosto

Tra le altre voci che circolano da giorni, inoltre, c’è la possibilità di prolungare l’anno scolastico fino all’estate in modo tale da recuperare le lezioni ridotte per via della didattica a distanza. “Potrebbe essere possibile, se si sono perse delle lezioni – l’apertura della titolare dell’Istruzione – Lo abbiamo proposto alle Regioni, che dovranno decidere. Dobbiamo pensare alla strutture che abbiamo, ad agosto non si può fare scuola. A giugno sì”.

La paura di molti genitori è però che dopo la nuova riapertura, un eventuale rialzo dei contagi porti ad una nuova chiusura. Per scongiurare tale ipotesi, è al vaglio l’opportunità di fare ricorso ai tamponi rapidi, ma servirebbe una corsia preferenziale. Sì, perché come ricorda la ministra, all’inizio dell’anno scolastico le cose stavano funzionando abbastanza bene, con isolamento delle singole classi e tamponi, ma appena la seconda ondata è entrata nel vivo, le strutture sanitarie sono andate in affanno e le scuole si sono richiuse. Contrariamente ad altri Paesi UE, in cui nonostante i numeri alti e lockdown più o meno stringenti, hanno lasciati aperti gli istituti scolastici.

Maturità in presenza, Azzolina sicura

Tra gli altri temi toccati da Lucia Azzolina, inoltre, c’è quello della maturità, che esattamente come l’anno scorso, dovrebbe tenersi in presenza. La ministra ha confermato a La7 di aver “chiesto agli studenti di fare le loro proposte per gli esami di Stato. Nei prossimi mesi decideremo come fare la maturità. L’anno scorso sono andati molto bene”. Traspare ottimismo, insomma, anche perché per la prossima estate la distribuzione dei vaccini dovrebbe essere capillare e tutto dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, andare per il meglio.

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