Scontro governo vs Abruzzo. Speranza e Boccia: “Marsilio revochi ordinanza”. Meloni: “Minacce inaccettabili”

Continua lo scontro tra il governo centrale e la Regione Abruzzo che si è autoproclamata arancione. Interviene anche Giorgia Meloni.

Proprio come si era ipotizzato ieri subito dopo che il governatore della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha firmato l’ordinanza che fa entrare il suo territorio in area arancione già da oggi, anziché da mercoledì, il governo centrale ha reagito con una lettera di diffida inviata dal ministro della Salute Roberto Speranza e il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia proprio al Presidente Marsilio.

Nella lettera i due ministri scrivono:

Come riconosciuto nel verbale della Cabina di Regia del 4 dicembre 2020, l’anticipazione delle misure adottate dalla Regione Abruzzo con l’ordinanza 102 del 18 novembre 2020, avrebbe potuto consentire la consumazione dell’intero periodo previsto per la declassificazione di cui alla normativa richiamata, non prima di mercoledì 9 dicembre. Tutto ciò premesso, La invitiamo e diffidiamo a revocare ad horas l’ordinanza regionale n. 106 del 6 dicembre 2020, ricordandoLe le gravi responsabilità che potrebbero derivare dall’applicazione delle misure da Lei introdotte riguardo alla salute dei cittadini abruzzesi. Ci riserviamo, in mancanza, di intraprendere ogni iniziativa, anche giudiziaria, per garantire l’uniforme applicazione delle misure volte alla gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e salvaguardare, in particolare, il bene primario della salute delle persone.

Meloni: “Dal governo minacce inaccettabili”

Immediata è arrivata la reazione di Giorgia Meloni che è il capo del partito di Marsilio, Fratelli d’Italia. L’ex ministra del governo Berlusconi ha detto:

Solidarietà al governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio per le inaccettabili minacce ricevute dal governo. Ignobile l’accusa di irresponsabilità e di mettere in pericolo la salute dei cittadini: l’Abruzzo è stata, insieme all’Alto Adige, l’unica Regione ad aver anticipato l’ingresso in zona rossa prima della decisione del governo e che ha avviato uno screening massivo per individuare asintomatici e spegnere focolai sul nascere. E che ora può riaprire le attività in sicurezza perché i dati epidemiologici lo consentono. I primi responsabili della diffusione del virus sono Conte e i suoi ministri, che pontificano in tv ma non hanno fatto assolutamente nulla per fermare il contagio e aiutare famiglie e imprese in ginocchio. Lezioni da gente che pensa ai banchi a rotelle, al bonus monopattini, a nominare gli amici degli amici e che in piena pandemia discutono solo di poltrone e rimpasto e di aprire le porte all’immigrazione clandestina non le prendiamo.

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