Salvini rafforza l’asse con Renzi: “è assolutamente normale” incontrare i servizi segreti

Il leader del Carroccio difende Renzi dopo le rivelazioni di Report. Si rinsalda l’asse tra i due Matteo nell’opposizione interna al governo Draghi

Secondo Matteo Salvini, è “assolutamente normale” che Matteo Renzi, in veste di senatore semplice, il 23 dicembre scorso abbia incontrato in un autogrill l’agente dei servizi segreti italiani Marco Mancini.

Io di esponenti dei servizi segreti ne ho incontrati a decine – dice Salvini intervistato -, non in autogrill, ma per parlare di immigrazione, sicurezza nazionale, di aziende, di made in Italy. In un autogrill o in ufficio, non mi sembra niente di particolare. Io quando li ho incontrati, e li incontrerò di nuovo, parlo di sicurezza nazionale, non di politica”

Parole che liquidano in qualche battuta una polemica importante, che vedrebbe al centro delle domande il leader di Italia Viva che – secondo quanto ricostruito da Giorgio Mottola per Report – in quelle ore incontrava i servizi segreti per capire come mettere fine all’esperienza del governo Conte II.

La posizione del capo del Carroccio, giunta in seguito alla scottante rivelazione fatta dal programma di Sigfrido Ranucci nell’ultima puntata su Rai3, ha fatto insospettire molti.

Nella sua leggerezza, Salvini non chiarisce fino in fondo se questi suoi vertici siano stati organizzati nei mesi in cui lui stesso era ministro degli Interni – cosa che per forza di cose non dovrebbe suscitare clamore – o capo del partito.

Proprio questo passaggio, essenziale nella dinamica degli eventi, è stato quello omesso dallo stesso Renzi durante la trasmissione, che non ha voluto spiegare i motivi di quell’incontro con Mancini, dirigente del Dis (l’agenzia che coordina i servizi interni ed esterni) durato ben 40 minuti.

L’ASSE RENZI-SALVINI

La risposta di Salvini, però, non fa che rinsaldare l’asse che ormai da qualche settimana sembra si sia creato tra i due Matteo, sostenuto dalla battaglia comune nel governo Draghi sul coprifuoco fino all’accelerazione nel calendarizzare le riaperture del Paese.

Questa tanto apparente quanto tacita stretta di mano, avviene proprio nei giorni in cui in Parlamento è in corso l’acceso braccio di ferro tra Fratelli d’Italia (unico vero partito di opposizione) e la maggioranza sulla gestione del Copasir (il Comitato parlamentare che esercita il controllo sull’operato dei servizi segreti italiani), la cui presidenza spetterebbe alle opposizioni ma che al momento è ancora in mano alla Lega come disposto dal Conte II.

I COLLOQUI TRA RENZI E I SERVIZI

Stando alle dichiarazioni di entrambi, i colloqui tra alti vertici dei servizi e politica sono la normalità, anche in contesti non istituzionali (come un autogrill). Proprio questo è ciò che è accaduto lo scorso dicembre, quando – come detto – Matteo Renzi ha incontrato Mancini in un autogrill a Fiano Romano, alle porte di Roma. Il tutto mentre da settimane Giuseppe Conte era oggetto delle sue pugnalate per non aver ceduto la delega ai Servizi segreti.

Nella trasmissione di Rai3, Renzi spiega così il contesto di quel colloquio: “Dovevo incontrarlo al Senato, me n’ero dimenticato. Doveva portarmi i babbi, un dolce romagnolo. O lei vorrebbe dirmi che Mancini è il grande ispiratore della mia battaglia per l’autorità delegata?”. Poi passa all’attacco della trasmissione: “Sarebbe interessante sapere chi vi ha dato” le immagini dell’autogrill. “Strano che ci fosse lì qualcuno a riprendere”, insinua. Ma in quel momento Mottola fa notare al senatore che fino a quel momento, durante l’intervista, nessuno aveva ancora fatto menzione di foto o video, chiedendo come Renzi facesse a sapere della registrazione.

 

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