Ritardi e violazioni del contratto. L’UE è pronta a chiedere i danni ad AstraZeneca

AstraZeneca non fa che accumulare ritardi nella consegna delle dosi mentre in migliaia in Europa continuano a morire: l’UE è pronta a chiedere i danni.

La situazione con AstraZeneca sta diventando sempre più imbarazzante giorno dopo giorno, coi ritardi che si accumulano e la campagna di vaccinazione in Italia, che sul siero di AstraZeneca aveva puntato molto, che non riesce a stare al passo con la velocità con cui Paesi come Spagna, Francia e Germania stanno vaccinando i propri cittadini in questi ultimi giorni.

AstraZeneca ha fatto il passo più lungo della gamba e i dati lo certificano. L’azienda anglo-svedese si era impegnata a fornire all’Unione Europea, assicurando la “massima diligenza ragionevolmente possibile“, 300 milioni di dosi di vaccino entro la fine di giugno 2021 con una prima parte – dai 30 ai 40 milioni – entro la fine del 2020 e tra gli 80 e i 100 milioni di dosi nel primo trimestre del 2021.

Il primo trimestre del 2021 si è chiuso quasi due settimane fa e, conti alla mano, AstraZeneca è lontanissima dal rispettare gli impegni presi. Alla fine di marzo AstraZeneca ha fornito all’Unione Europea appena 30 milioni di dosi del vaccino contro il COVID-19, meno di un quarto di quanto promesso per questo lasso di tempo.

Nel corso di questi primi mesi di campagna vaccinale, AstraZeneca ha rinnovato promesse su promesse senza essere in grado di mantenerle, ma ha anche commesso dei clamorosi errori di comunicazione e, va detto, è stata anche un po’ sfortunata. L’Europa ha provato in un primo momento ad alzare un po’ la voce e in un paio di occasioni ha bloccato l’esportazione delle dosi del vaccino Vaxzevria verso l’Australia, motivando il blocco proprio con il mancato rispetto degli impegni presi da AstraZeneca nei confronti dell’Europa.

La Commissione Europea rischia la faccia e migliaia di cittadini rischiano la morte a causa di questi ritardi mentre una nuova ondata della pandemia soltanto in Italia sta uccidendo tra le 300 e le 400 persone al giorno ormai da settimane.

L’ultimatum dell’UE ad AstraZeneca. Pronti a chiedere i danni?

Qualcosa, però, si sta muovendo. È il Corriere Della Sera a dare conto oggi dell’ultimatum che l’UE ha lanciato ad AstraZeneca con una missiva ufficiale firmata da Sandra Gallina, l’alta funzionaria scelta dal commissario europeo Ursula Von der Leyen per negoziare i contratti. La lettera inviata da Gallina agli alti dirigenti di AstraZeneca lo scorso 19 marzo metteva nero su bianco tutte le mancanze di cui AstraZeneca si è resa protagonista in questi mesi.

Un vero e proprio ultimatum per l’azienda anglo-svedese: “Vi chiediamo formalmente e vi diamo preavviso di porre rimedio alle sostanziali violazioni contrattuali entro venti giorni da questa lettera. […] Vi diamo preavviso di recuperare senza ulteriori ritardi sull’arretrato nella produzione e consegna delle dosi e di mitigare qualunque danni causato.

Nelle sei pagine di lettera, Gallina ha messo in chiaro le conseguenze di quei ritardi – “la sostanziale violazione dell’accordo di acquisto da parte della vostra azienda può portare a conseguenze drammatiche per la vita, la salute e la libertà di milioni di cittadini europei nella crisi COVID-19” – e anticipato che ci saranno delle conseguenze, lasciando intendere che l’UE sarebbe pronta a chiedere i danni ad AstraZeneca.

L’ultimatum di 20 giorni è scaduto lo scorso 8 aprile e ad oggi AstraZeneca non avrebbe ancora fornito una risposta ufficiale. È chiaro, però, che la tensione tra la casa farmaceutica e l’UE è ormai alle stelle e l’obiettivo delle 300 milioni di dosi da consegnare all’UE entro la fine di giugno sembra un’utopia.

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