Rinnovato il contratto dei 3.000 navigator, ma servono davvero?

Prolungata da aprile a dicembre 2021 la scadenza dei contratti dei navigator: ma quali risultati hanno ottenuto ad oggi?

Con una norma inserita nel Decreto Sostegni, il governo Draghi ha prorogato la scadenza del contratto dei 3mila navigator dal 30 aprile al 31 dicembre. Esulta il Movimento 5 Stelle, con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio capofila, dopo l’annuncio del sottosegretario al Lavoro Rossella Accoto. Per i pentastellati, l’assunzione di 3mila persone incaricate di procacciare lavoro ai percettori del reddito di cittadinanza è stata una delle più grandi conquiste del primo governo Conte. Fa un po’ specie, però, che anche il nuovo premier Mario Draghi abbia avallato la decisione di prolungare i contratti dei navigator, che fin qui sono parsi davvero poco utili. Ok la proroga del reddito di cittadinanza, battezzata anche dall’Europa, ma quali risultati hanno ottenuto fin qui i navigator? Sono stati davvero utili? Diamo un’occhiata ai dati.

I risultati dei navigator

Come riporta Huffingtonpost, i dati forniti dall’Anpal sono quasi desolanti: ad ottobre 2020 su 1.369.779 percettori di reddito di cittadinanza firmatari del patto per il lavoro, solo 192.851 stavano effettivamente lavorando e comunque per la maggior parte con un contratto a tempo determinato. La percentuale, dunque, è del 14%, davvero poco se consideriamo che era stata promessa una sorta di rivoluzione con la riattivazione dei centri dell’impiego e un contributo importante da parte di questi tutor del lavoro. Ovviamente, non si sta qui a sindacare il lavoro svolto da ciascun singolo navigator, non è il nostro compito farlo, ma lo strumento in sé non si è dimostrato decisivo.

I motivi del flop

C’è da dire, a parziale scusante, che il lavoro dei tutor è stato complicato dalla pandemia e dalle chiusure che ne sono derivate per le misure restrittive, ma ci sono dei problemi di fondo di cui ha parlato in maniera approfondita in una sua inchiesta giornalistica anche Milena Gabanelli. I navigator si sarebbero dovuti interfacciare con le regioni, ma il rapporto è stato assai complicato. Non essendo poi stata creata una banca dati nazionale, inoltre, la macchina burocratica dei procacciatori di lavoro si è sostanzialmente inceppata. Insomma, fin qui l’istituzione dei navigator ha contribuito sensibilmente a trovare un lavoro ai percettori di reddito di cittadinanza? Molto poco e sicuramente non abbastanza da giustificare in questo momento di crisi il mantenimento di una schiera di 3.000 stipendiati pubblici.

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