Ricciardi: “Non possiamo escludere lockdown locali”

Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, non se la sente di escludere lockdown locali dopo l’aumento dei casi di COVID.

All’indomani del picco di contagi registrato in Italia, con alcune Regioni che più di altre stanno facendo registrare un preoccupante aumento dei positivi – e con essi dei ricoveri ospedalieri e delle persone che necessitano della terapia intensiva – le autorità sanitarie si stanno interrogando su quale sia la migliore strategia da adottare, forti anche di quello che sta succedendo nel resto del Mondo e nei Paesi vicini all’Italia come Francia e Spagna.

Se tutti sono concordi sull’escludere la possibilità di una nuova chiusura generalizzata, che metterebbe il Paese ancora più in ginocchio, l’ipotesi di chiusure locali, le cosiddette zone rosse, resta la strategia più valida insieme all’obbligo di indossare la mascherina all’aperto che molte Regioni stanno valutando in queste ore, a cominciare dal Lazio.

Tutto dipenderà dal comportamento dei cittadini italiani e dal rigore con cui decideranno di rispettare le poche e semplici regole in vigore. Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, è intervenuto oggi a Radio Anch’Io su Rai Radio 1 per rinnovare l’appello agli italiani:

Siamo stati bravi fino all’estate. Poi abbiamo allentato un po’ i comportamenti. Il ritorno dei nostri ragazzi da Paesi che non avevano preso le nostre misure e qualche deroga di governatori che hanno riaperto le discoteche, hanno rimesso in moto la circolazione del virus. I ragazzi hanno cominciato a contagiare nelle loro case.

Possibili lockdown locali anche in Italia

La situazione in Italia non è preoccupante come in Spagna o in Francia, ma quello che sta accadendo altrove mette il nostro Paese in una situazione di vantaggio: sappiamo già cosa potrebbe succedere da qui a qualche settimana e possiamo ancora intervenire per fare in modo che ciò non accada. Questo potrebbe significare interventi mirati per circoscrivere le situazioni più a rischio e limitare l’ulteriore diffusione del contagio.

Lo precisa anche Ricciardi, che non esclude la possibilità di “lockdown locali“, anche se la nostra posizione di vantaggio potrebbe permetterci di “evitarlo con i nostri comportamenti, individuali e collettivi“.

Contagi a scuola. Qual è la situazione?

Le scuole nella maggior parte del Paese hanno riaperto il 14 settembre scorso e con essere è ripresa la circolazione di milioni di giovani e giovanissimi per le strade e sui mezzi pubblici, oltre che a scuola. È presto, però, secondo gli esperti, per capire se l’aumento dei casi di questi ultimi giorni sia legato proprio alla ripresa delle attività scolastiche.

Lo ha sostenuto questa mattina il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli e ne sembra convinto anche Ricciardi: “Non sono ancora motore di circolazione del virus ma, ovviamente, qualcosa è successo dal momento che sono state mosse 10 milioni di persone. Dobbiamo aspettare ancora un paio di settimane per capire se sono proprio le scuole ad aver contribuito a rimettere in moto il virus“.

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