Renzi: più impegni personali all’estero, meno presenze in Senato

Matteo Renzi è il 5° senatore più assenteista, gli impegni personali lo tengono lontano anche da votazioni molto importanti

Matteo Renzi ha deciso di intraprendere la carriera di “speaker” a livello internazionale. Sulle sue conferenze si è detto già tanto, lo ha fatto lui stesso. L’ex rottamatore viene pagato per dire delle cose, afferma il diretto interessato, “che gli altri ritengono interessanti”. Ovviamente, farlo in Olanda, Svizzera o Germania non suscita molto scalpore, ma se vai a farlo in Arabia Saudita o in Cina qualche conseguenza devi attenderti di doverla affrontare. Il nodo principale è però un altro: è compatibile questa attività di speaker con quella parlamentare?

Renzi è il 5° senatore più assenteista

Sì, perché fino a prova contraria, Matteo Renzi è pagato per fare il senatore della Repubblica Italiana e spesso invece risulta essere in “missione” o impegnato in altre attività. Ne consegue una percentuale di assenze al senato del 39,8%, stando all’ultimo rapporto Openpolis. Il senatore toscano è il quinto più assenteista a Palazzo Madama tanto che da inizio legislatura, sottolinea oggi Il Fatto Quotidiano, ha saltato qualcosa come 2.581 votazioni sulle 6.485 totali (le assente per missione non vengono conteggiate). Peggio di Renzi hanno fatto, dicevamo, solamente in quattro: Tommaso Cerno, eletto nel Partito Democratico e ora nel Gruppo Misto (78% di assenze), l’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini (71,4%), il vicepresidente di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa (59%) e il senatore del Maie, Adriano Cario (45%).

Troppi impegni per presenziare in Senato?

Restringendo il campo ai voti finali dei provvedimenti, l’ultima volta che Renzi si è presentato in senato per un voto è stato il 30 marzo, ovvero in occasione dell’approvazione dell’assegno unico (la cui entrata in vigore era prevista per il 1° luglio ma è poi slittato al 2022) proposto dalla “fedelissima” Elena Bonetti. Tra le votazioni di un certo rilievo “saltate” dall’ex rottamatore, ci sono quella relativa al dl che ha rinviato le elezioni amministrative, la mozione di sfiducia di Fratelli d’Italia contro il ministro della Salute Roberto Speranza (che il partito di Renzi sostiene), ma persino la votazione dell’ultimo decreto per l’emergenza Covid dello scorso 5 maggio. Insomma, l’ex premier ha talmente tanti impegni da perdersi persino momenti cruciali del dibattito parlamentare. Quel dibattito a cui teneva talmente tanto da far cadere il governo Conte 2 anche per “aver svuotato i poteri del Parlamento”. Insomma, ha chiesto di dare più importanza alle Camere, ma quando poi c’è da discutere lui ha altri impegni. Tra gli altri, quello assunto di recente come editorialista della testata Arab News, quotidiano in lingua inglese con sede a Riyadh e considerato vicino al regime di Bin Salman.

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