Recovery, l’Eurocamera approva con il sì della Lega

I parlamentari Ue del Carroccio hanno votato in plenaria a favore del Recovery and Resilience Facility. E adesso si spacca il fronte sovranista

Un mese fa si erano astenuti, oggi il cambio di rotta che dà seguito alla “conversione” europeista della Lega. I parlamentari Ue del Carroccio hanno votato in plenaria a favore del Recovery and Resilience Facility, del programma Next Generation Eu attuato dall’Unione europea per il contrasto alle conseguenze derivanti dalla pandemia. Parliamo di un piano da 672,5 miliardi di euro su complessivi 750 miliardi, da raccogliere attraverso la più grande emissione obbligazionaria dell’Ue. L’Eurocamera ha approvato il pacchetto con 582 voti favorevoli, 40 contrari e 69 astensioni. Adesso il regolamento passa al Consiglio che dovrà dare il via libera formale e poi entrerà ufficialmente in vigore all’indomani della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Ue.

IL SI DELLA LEGA

Dopo la consultazione dei vertici della Lega con il premier Mario Draghi e una videoconferenza di Matteo Salvini con i suoi eurodeputati, la Lega ha votato si.

Marco Campomenosi, leader dei deputati leghisti al Parlamento Europeo, ha spiegato a Open la scelta di non opporsi all’approvazione del regolamento sul recovery Fund: “Abbiamo avuto non una ma due interlocuzioni con il premier incaricato che ci ha rassicurato sul futuro. Siamo stati contenti che a dispetto di una comunicazione che sul Recovery è stata sempre molto politica, finalmente siamo arrivati alla concretezza. Abbiamo percepito che si lavorerà in maniera differente dal Conte due. Sul Recovery in realtà non abbiamo mai detto di no, ci siamo sempre solo astenuti. E oggi che si è arrivati al voto finale abbiamo deciso di votare si”.

FRONTE SOVRANISTA SPACCATO

Il voto favorevole della Lega ha creato tre spaccature nel gruppo Identità e Democrazia. I tedeschi di Alternative für Deutschland che hanno votato contro e i francesi del Rassemblement National di Marine Le Pen che si sono astenuti. Divisi anche i conservatori di Ecr, con Fratelli d’Italia che si è astenuta. Di Id hanno votato contro il regolamento (40 in tutto i contrari) i nazionalisti dei Paesi del Nord o dell’Europa Centrale. Jörg Meuthen, portavoce federale degli alleati di Alternativa per la Germania, si era espresso in maniera critica proprio su Draghi, definendolo su Twitter come il “gran maestro del debito”.

SODDISFAZIONE

Il voto del Parlamento europeo a favore del Recovery è stato commentato su Twitter con grande entusiasmo dal presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: “Accolgo con favore il voto del Parlamento su Recovery and Resilience Facility, il cuore di Next Generation Eu. Mentre i vaccini ci aiutano a uscire dalla crisi sanitaria, la Recovery and Resilience Facility porterà 672,5 miliardi di euro per sostenere l’uscita dalla crisi economica di persone, imprese e comunità“.

IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO

Il prossimo passaggio chiave sarà la ratifica della decisione sulle risorse proprie nei 27 Parlamenti nazionali, la base giuridica con cui fornire le entrate aggiuntive del bilancio dell’Unione europea. Queste le parole di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo: “Ora la parola passa agli Stati membri per far partire il Next Generation Ue. Ci attendiamo che i parlamenti nazionali accelerino la ratifica dell’aumento delle risorse proprie  dell’Unione, essenziale per emettere bond e finanziare la ripresa. Non c’è tempo da perdere e ogni ritardo sarebbe un danno enorme a cittadini e imprese“.

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