Processo a Salvini, udienza rinviata al 20 novembre 2020. Saranno sentiti anche Conte e altri ministri

Conte, Toninelli, Di Maio e Lamorgese saranno sentiti dal Gup Nunzio Sarpietro.

Il giudice per l’udienza preliminare Nunzio Sarpietro, nell’ambito del processo a Matteo Salvini per il caso Gregoretti, ha deciso di rinviare l’udienza al 20 novembre e di chiamare a testimoniare anche il Premier Giuseppe Conte, l’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli e gli attuali ministri Luigi Di Maio (Esteri, ma all’epoca dei fatti era vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico) e Luciana Lamorgese (che ha preso le redini di Salvini al Viminale). Conte e Toninelli testimonieranno già il 20 novembre, mentre Di Maio e Lamorgese saranno sentiti il 4 dicembre.

Ricordiamo che Matteo Salvini è accusato di aver “abusato dei suoi poteri privando della libertà personale 131 migranti a bordo dell’unità navale Gregoretti della guardia costiera italiana dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio”.

L’avvocatessa di Matteo Salvini, Giulia Bongiorno, parlamentare leghista ed ex ministra, ha chiesto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste, in subordine un approfondimento probatorio da parte del giudice per accertare se le procedure di sbarco indicate nel capo di imputazione sono ancora oggi seguite dall’attuale governo. Per questo motivo il giudice, accogliendo la richiesta di Bongiorno, ha convocato anche Luciana Lamorgese.

Salvini: “Continuo a crede che la mia scelta fu legittima”

Matteo Salvini ha tenuto una conferenza stampa insieme con la sua legale Giulia Bongiorno al termine dell’udienza preliminare e ha raccontato:

“La mia scelta fu legittima e continuo a difenderla. Non cambio idea a seconda se io sia al governo o all’opposizione. Era la mia prima volta in tribunale da potenziale colpevole e imputato, sono assolutamente soddisfatto di aver sentito da parte di un giudice che quello che si è fatto non l’ho fatto da solo. Era parte di una procedura”

E ha aggiunto:

“Adesso sarà qualcun altro a dover dire quello che ha fatto. Secondo me, il giudice potrebbe sentire anche altri. Inviterò gentilmente Conte, Di Maio e Toninelli per testimoniare che è stata una scelta condivisa da tutti. Era una scelta lecita. E anche in quella circostanza non c’è stato un ferito. A differenza di quanto accaduto dopo. Nessuno si è fatto male. E quindi torneremo a Catania in compagnia”

Salvini ha poi detto di tornare a casa in totale serenità e di essere sempre stato tranquillo, prima e dopo l’udienza e ha anche ringraziato il giudice e la pubblica accusa, poi ha aggiunto: “Se è questa la trafila, rispetto la trafila”.

I Video di Blogo