Piano vaccini: Draghi pronto a copiare il modello inglese, come funziona

Verso l’addio alle primule di Arcuri, una sola dose e vaccinazioni in fabbriche, stazioni, aeroporti e fiere, Confindustria tende la mano

Nella giornata di ieri c’è stata la conferma da parte di AstraZeneca di un taglio delle dosi di vaccino per l’Italia pari al 10-15%. Una decisione che andrà ad aggravare ulteriormente un piano vaccini che fino ad oggi non è mai realmente decollato e al quale sta lavorando il nuovo governo guidato da Mario Draghi. Serve uno sprint deciso, perché con la media attuale servirà almeno metà del 2022 per vaccinare tutta la popolazione italiana. L’obiettivo è quello di raggiungere almeno le 350-500 mila vaccinazioni al giorno, ma sta prendendo piede anche l’ipotesi di ampliare lo spettro delle fasce di età seguendo sostanzialmente il modello della Gran Bretagna.

Piano vaccini: perché l’Italia vuole copiare la GB

Ne parla oggi il quotidiano La Stampa e se le ipotesi sono fondate, per i padiglioni con le primule del Commissario Domenico Arcuri saranno smantellati senza se e senza ma. Seguendo il modello inglese, si va verso una sola dose del vaccino anglo-svedese subito per tutti, senza attendere che si faccia il richiamo e dunque senza la necessità di mettere da parte delle scorte. Inoltre, grazie anche alla collaborazione di Confindustria, le vaccinazioni dovrebbero avvenire un po’ ovunque, nelle stazioni, negli aeroporti, ma anche nelle fabbriche. Saranno utilizzate con ogni probabilità anche le caserme e i centri commerciali, insomma strutture già esistenti e che non costerebbero praticamente nulla a differenza dei costosi padiglioni di Arcuri.

Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, ha confermato la sua totale disponibilità per dare un’accelerata alle vaccinazioni. “I dipendenti delle aziende aderenti a Confindustria sono circa 5,5 milioni, se consideriamo una media di 2,3 componenti per nucleo familiare potremmo vaccinare più di 12 milioni di persone. Siamo disposti a mettere le fabbriche a disposizione delle comunità territoriali nell’ambito del piano nazionale delle vaccinazioni”, ha evidenziato.

Lo studio sul modello inglese

Quanto all’unica somministrazione, l’orientamento deriverebbe anche da uno studio pubblicato di recente sulla rivista Lancet: il vaccino AstraZeneca aavrebbe un’efficacia del 72% che può aumentare fino all’80% spostando il richiamo a 3 mesi dalla prima somministrazione.

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