AstraZeneca, l’Italia verso la raccomandazione per gli over 60

La campagna vaccinale in Italia potrebbe mutare di punto in bianco: il siero di AstraZeneca potrebbe essere riservato agli over 60.

L’ultimo parere dell’Agenzia Europea per i medicinali sul siero contro il COVID-19 di AstraZeneca è destinato a dare un forte scossone alla campagna di vaccinazione europea ed italiana. Il governo italiano si esprimerà nelle prossime ore in modo preciso, ma già oggi l’indicazione che il Comitato Tecnico Scientifico ha dato è quella di limitare l’uso del siero di AstraZeneca agli over 60, escludendo quindi dall’inoculazione con Vaxzevria tutta la popolazione con un’età inferiore ai 60 anni.

Ad anticiparlo è stato il coordinatore del CTS Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, che nel corso del vertice Governo-Regioni si è detto orientato a seguire l’esempio di altri Paesi UE: “Considerando i dati sulla letalità (per coronavirus) che confermano che le vittime perlopiù sono anziani, l’idea anche per Italia è di raccomandare l’uso preferenziale oltre i 60 anni“.

Locatelli ha ribadito questa posizione anche nel corso della conferenza stampa che si è svolta questa sera presso l’Auditorium “Cosimo Piccinno” del Ministero della Salute. Una decisione non è stata ancora presa anche perché, contrariamente a quanto accaduto nelle ultime settimane, c’è l’intenzione di fissare una raccomandazione a livello europeo, così che non ci siano differenze tra la somministrazione del vaccino in Italia e quella nel resto dei Paesi UE.

Se verrà ufficializzata la raccomandazione ad utilizzare il siero di AstraZeneca agli over 60, la campagna di vaccinazione potrebbe subire un importante scossone e un cambiamento radicale rispetto all’impostazione che è stata data fino a questo momento: il vaccino Vaxzevria sarebbe così riservato agli over 60, mentre gli altri tre vaccini anti-COVID approvati anche in Italia – Moderna, Pfizer/BioNTech e Johnson&Johnson – andrebbero distribuiti verso tutte le altre fasce di età.

Il Ministro Speranza ha già fatto sapere che una decisione sarà presa nelle prossime ore, mentre fonti del governo precisano che l’obiettivo di arrivare a 500mila inoculazioni al giorno non dovrebbe subire slittamenti.

Cosa ha detto l’EMA sul siero di AstraZeneca?

La psicosi legata al vaccino contro il COVID-19 messo a punto da AstraZeneca non è destinata a placarsi a breve, nonostante l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) sia stata molto chiara: i benefici del vaccino nella lotta al COVID superano i rischi. E, dati alla mano, bisogna avere più paura del COVID-19 che del vaccino di AstraZeneca o di un qualsiasi altro vaccino.

I dati a disposizione dell’EMA, dati su cui si è basata la nuova decisione dell’ente europeo sul siero di AstraZeneca, parlano di 62 casi di trombosi cerebrale e 24 di trombosi venosa riportati nel database europeo EudraVigilance fino al 22 marzo. 86 casi in totale di cui 18 si sono rivelati fatali. 18 decessi su oltre 25 milioni di dosi del vaccino di AstraZeneca somministrate tra i Paesi dell’UE e il Regno Unito dall’inizio del 2021 ad oggi.

Secondo gli esperti dell’EMA “la combinazione di coaguli di sangue e piastrine basse potrebbe essere collegata alla risposa immunitaria dell’organismo che porta a una condizione simile a quella osservata a volte nei pazienti trattati con eparina (trombocitopenia indotta da eparina)“. Quello che sappiamo, o meglio quello che dicono gli esperti dell’Agenzia Europea per i medicinali, è che la maggior parte di questi rari casi segnalati “si è verificata in donne con un’età inferiore a 60 anni ed entro 2 settimane dalla vaccinazione. Sulla base delle prove attualmente disponibili, i fattori di rischio specifici non sono stati confermati“.

L’EMA ha ribadito anche in questa occasione che i benefici del vaccino continuano a superare i rischi per le persone che lo ricevono – ricordiamo che soltanto oggi in Italia sono decedute 627 persone a causa del COVID-19, 112.374 dall’inizio della pandemia – ma dopo la conferenza stampa dell’EMA basta fare un giro su un qualunque social network per trovare schiere di cittadini pronti a rinunciare all’immunizzazione col siero di AstraZeneca perchè quelle 18 persone decedute a circa 2 settimane di distanza dall’inoculazione sembrano avere un peso maggiore rispetto ai milioni di morti provocati dal COVID-19.

Perché non bisogna avere paura del vaccino anti-COVID di AstraZeneca

Se è vero che può esistere un nesso tra il siero di AstraZeneca e quei rari casi di trombosi analizzati dall’EMA, è altrettanto vero che in base alle informazioni che oggi abbiamo a disposizione anche i rari casi di trombosi cerebrale e trombosi venosa possono essere affrontati in tempo.

Già l’ultima versione del bugiardino del vaccino Vaxzevria elencava in modo chiaro i sintomi da tenere sotto controllo dopo aver ricevuto una dose:

Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia. I soggetti vaccinati devono essere istruiti a consultare immediatamente un medico se sviluppano sintomi quali respiro affannoso, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente dopo la vaccinazione. Inoltre, chiunque manifesti sintomi neurologici tra cui cefalea severa o persistente o visione offuscata dopo la vaccinazione oppure ecchimosi (petecchie) in una sede diversa da quella della vaccinazione dopo alcuni giorni, deve consultare immediatamente un medico.

Il comitato di esperti dell’EMA anche oggi ha elencato quei sintomi a cui bisogna fare attenzione – fiato corto, dolore al petto, gonfiore delle gambe, persistente dolore addominale, mal di testa e vista offuscata – e disposto un ulteriore aggiornamento delle controindicazioni per il vaccino Vaxzevria.

Riconoscendo i segni precoci dei coaguli di sangue e delle piastrine basse e trattandoli precocemente, gli operatori sanitari possono aiutare le persone colpite da questi eventi nel loro recupero ed evitare complicazioni.

Non solo. Sulla base dei nuovi elementi a disposizione, nelle prossime ore tutti i Ministri della Salute dell’Unione Europea si riuniranno in videoconferenza per decidere una strategia comune da adottare, come una possibile limitazione del siero AstraZeneca a determinate fasce della popolazione.

I vaccini, ad oggi, sono l’unico strumento che abbiamo a disposizione per la lotta al COVID-19, ma decidere di non ricevere il vaccino di AstraZeneca, non prenotando quando si ha la possibilità o non recandosi ad appuntamenti già presi, per 18 casi fatali di trombosi a fronte a migliaia di vittime giornaliere legate all’infezione da COVID-19 non rappresenta affatto una buona analisi del bilancio rischi/benefici.

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