Il vaccino anti-COVID di AstraZeneca cambia nome e diventa Vaxzevria

Dopo diverse settimane di utilizzo in tutta Europa, il vaccino anti-COVID di AstraZeneca cambia nome e diventa Vaxzevria.

L’intera Europa lo sta già somministrando ai propri cittadini da settimane, ma da oggi dovrà chiamarlo con un altro nome. Il vaccino contro il COVID-19 sviluppato da AstraZeneca, e finora chiamato semplicemente “Vaccino COVID-19 AstraZeneca“, cambia denominazione e diventa Vaxzevria.

Il cambio di nome è arrivato un po’ in sordina il 25 marzo scorso, quando l’Agenzia Europea per i Farmaci (EMA) ha approvato la richiesta presentata dall’azienda anglo-svedese nei giorni precedenti, ma solo oggi AstraZeneca e l’agenzia svedese del farmaco Läkemedelsverket hanno ufficializzato la cosa confermando che l’unica cosa che cambierà del vaccino anti-COVID Vaxzevria sarà il nome.

Non più Vaccino COVID-19 AstraZeneca, ma un più corto e meno facile da pronunciare Vaxzevria che diventerà la denominazione ufficiale anche sul packaging e tutto il materiale correlato. L’Agenzia europea per i medicinali ha già aggiornato tutti i riferimenti contenuti sul proprio sito ufficiale con la nuova denominazione, lasciando però momentaneamente la specifica “in precedenza conosciuto come COVID-19 Vaccine AstraZeneca” per evitare possibili confusioni.

Aggiornato il bugiardino di Vaxzevria coi riferimenti ai casi di trombosi

Il bugiardino del vaccino Vaxzevria è già stato aggiornato con la nuova denominazione e, su richiesta della stessa EMA, anche coi riferimenti diretti ai rari casi di trombocitopenia che per giorni sono stati al centro di uno stop temporaneo che ha rallentato la campagna di vaccinazione in tutto il territorio europeo.

Ora nella sezione dedicata alle avvertenze speciali e precauzioni d’impiego compare il paragrafo Trombocitopenia e disturbi della coagulazione:

È stata osservata molto raramente una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da sanguinamento, in seguito alla vaccinazione con Vaxzevria. Ciò include casi severi che si presentano come trombosi venosa, inclusi siti insoliti come trombosi del seno venoso cerebrale, trombosi della vena mesenterica e trombosi arteriosa, concomitante con trombocitopenia. La maggior parte di questi casi si è verificata entro i primi sette-quattordici giorni successivi alla vaccinazione e si è verificata in donne di età inferiore a 55 anni. Tuttavia ciò potrebbe riflettere l’aumento dell’uso del vaccino in questa popolazione. Alcuni casi hanno avuto esito fatale.
Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia. I soggetti vaccinati devono essere istruiti a consultare immediatamente un medico se sviluppano sintomi quali respiro affannoso, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente dopo la vaccinazione. Inoltre, chiunque manifesti sintomi neurologici tra cui cefalea severa o persistente o visione offuscata dopo la vaccinazione oppure ecchimosi (petecchie) in una sede diversa da quella della vaccinazione dopo alcuni giorni, deve consultare immediatamente un medico.

Come si chiamano gli altri vaccini anti-COVID

Vaxzevria è il secondo vaccino anti-COVID approvato in Europa e in Italia a non contenere più nel nome ufficiale un riferimento diretto all’azienda produttrice dopo il Comirnaty, il vaccino messo a punto da Pfizer/BioNTech. Ad oggi gli altri due restano Vaccino COVID-19 Moderna e Vaccino COVID-19 Janssen.

Da capire, invece, se cambieranno denominazione due dei tre vaccini anti-COVID sui quali l’EMA ha avviato la rolling review. Oltre allo Sputnik V, sviluppato dal Gamaleya National Centre of Epidemiology and Microbiology della Russia, ci sono CVnCoV di CureVac e NVX-CoV2373 sviluppato da Novavax.

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