Perché la Francia ha somministrato SOLO 352 dosi di vaccino anti-COVID?

La Francia ad oggi è il fanalino di coda dall’Europa per somministrazione del vaccino anti-COVID. Solo 352 dosi in una settimana.

Le immagini dei camion di Pfizer partiti in fretta e furia dal Belgio e diretti in tutta Europa per consegnare le prime dosi di vaccino durante le festività natalizie, come se la vita di migliaia di cittadini fosse dipesa proprio da quelle prime dosi sono ancora stampate nelle nostre menti. Neanche il maltempo, seppur con qualche ritardo di poche ore, è riuscito a fermare quella che doveva essere la corsa a vaccinare contro il COVID-19 quante più persone nel minor tempo possibile.

E se in Italia al 2 gennaio 2021 sono state somministrate soltanto 79.146 dosi delle oltre 469.950 dosi a disposizione – il primo batch, quello da 9.750 dosi del V-Day è stato interamente somministrato – la situazione in Francia è ancora più ridicola e imbarazzante. Al 31 dicembre 2020 solamente 352 persone hanno ricevuto la prima dose del vaccino di Pfizer-BioNTech contro il COVID-19.

Neanche le prime 10mila dosi giunte nel Paese per il V-Day sono state utilizzate. La corsa al vaccino nel Paese di Emmanuel Macron si è fermata alle poche foto di rito da dare in pasto agli organi di stampa. A sette giorni dall’arrivo delle prime dosi, e con l’enorme pressione messa sull’Unione Europea e la stessa Pfizer incaricata di consegnare le dosi, la Francia è rimasta con le mani in mano e guardare le dosi da vicino, mentre i cittadini sono in attesa.

Imbarazzante ritardo sul vaccino in Francia. Che succede?

Il dottor Michaël Rochoy, membro del collettivo di ricercatori, medici e scienziati “Du côté de la Science” (Dalla parte della scienza), punta il dito contro le istituzioni francesi:

Credo che la Francia non si sia preparata bene. Credo che tutti siano in grado di vedere che c’è una mancanza di prontezza da parte delle autorità sul calendario delle vaccinazioni.

Il dottor Alain Fischer, coordinatore ufficiale della campagna di vaccinazione della Francia, difende questo clamoroso ritardo e spiega che c’è un motivo: la macchina si sta mettendo in moto e questo richiede più tempo del previsto.

Questa strategia ci dà il tempo di fare bene le cose in termini di sicurezza, efficienza, organizzazione ed etica, in relazione al consenso.

In Francia, come in altri Paesi UE e del Mondo, è richiesta un consenso scritto ai cittadini prima di ricevere la prima dose di vaccino contro il COVID-19. La colpa dei ritardi, quindi, non può essere attribuita soltanto a questo passaggio ulteriore, anche perchè una volta trovata la formula si tratta soltanto di presentare ai cittadini un foglio e di richiedere una firma dopo attenta lettura.

Le rassicurazioni del governo francese: “Stiamo per partire coi vaccini

Di fronte alle dure critiche dei cittadini e delle autorità sanitarie del Paese, oggi il governo francese ha risposto dalle pagine del quotidiano Parisien: tutto è pronto e già a partire da domani la campagna prenderà il via.

Il portavoce del governo Gabriel Attal ha promesso che “l’accelerazione richiesta è già in programma“. La Francia ha a disposizione 500mila dosi del vaccino di Pfizer-BioNTech e altre 500mila dovrebbero arrivare nel Paese con cadenza settimanale. Il governo assicura aggiornamenti trasparenti sull’utilizzo delle dosi, ma ad oggi si tratta soltanto di promesse.

L’obiettivo fissato dalla Francia è quello di vaccinare un milione di anziani entro gennaio 2021. Questo, numeri alla mano, significa procedere al ritmo di 31mila vaccini quotidiani per ciascun giorno del mese. I primi tre giorni di gennaio sono già andati sprecati e, se davvero si riuscirà a partire domani a pieno regime, per raggiungere l’obiettivo si dovranno somministrare almeno 35mila dosi al giorno.

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