Nuovo DPCM: è scontro tra sindaci e governo. De Magistris: “Siamo neri”. Decaro: “È scaricabarile”

Perché i sindaci si scagliano contro il governo dopo il nuovo DPCM? Ecco i cambiamenti apportati e tutte le reazioni.

È guerra tra sindaci e governo dopo l’annuncio di ieri sera del Premier Giuseppe Conte e, da oggi, l’entrata in vigore del nuovo DPCM con nuove restrizioni e indicazioni su come affrontare la seconda ondata di lotta al coronavirus.

Il punto contestato del nuovo DPCM è l’articolo 1 sulle “Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale” che apporta modifiche al precedente DPCM, quello del 13 ottobre 2020. In particolare, si legge:

All’articolo 1, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: “2-bis. Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramenti, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21.00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.

Questo comma 2-bis si va dunque ad aggiungere al comma 2 dell’articolo 1 del DPCM del 13 ottobre che recita:

È fatto obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, fatte salve le eccezioni già previste e validate dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’ art. 2 dell’ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630, del Capo del Dipartimento della protezione civile.

Sindaci vs Governo, Decaro: “Governo scarica responsabilità del coprifuoco”

La nuova aggiunta ha fatto infuriare i sindaci. A spiegare meglio che cosa sta succedendo è il sindaco di Bari Antonio Decaro, che è anche il Presidente dell’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani. Intervenendo in radio (Radio Capital) e in tv (Rainews 24), Decaro stamattina ha spiegato:

Il governo ha voluto scaricare la responsabilità del coprifuoco sui sindaci: non è possibile che siano i sindaci a chiudere le piazze e le vie della movida. I sindaci non possono controllare: per questo abbiamo preteso che sparisse dal testo del Dpcm la parola ‘sindaco’. Non ci piacciono le ordinanze-spot: se non possono esserci controlli, la norma è priva di senso. È stata commessa una scorrettezza istituzionale, non parteciperemo più a riunioni di regia perché tanto la presenza dei sindaci è inutile. Si incontrano i ministri con i Presidenti di Regione e decidono in autonomia. Il governo decide senza tener conto delle esigenze locali

Stizzito, Decaro ha spiegato che cosa è successo nelle ultime ore prima dell’emanazione del nuovo DPCM:

Riunioni fiume tra sabato e domenica e nessuno ha sollevato questo tema delle ordinanze di chiusura di alcune zone limitate delle città. Abbiamo ricevuto una bozza, abbiamo scoperto che c’era questo tema dei sindaci, abbiamo detto che era inapplicabile, ci poi stato assicurato che non c’era: poi abbiamo visto la tv. Non possiamo accendere la tv e trovare il premier che dice che i sindaci devono fare il coprifuoco nelle città quando per due giorni nessuno ha parlato di queste ordinanze. Ho già scritto al prefetto per convocare il comitato per l’ordine e la sicurezza ma chi deve fare i controlli?

De Magistris: “Noi sindaci siamo neri. Non siamo stati consultati”

Ancora più diretto è il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, primo cittadino di una delle città più colpite da questa seconda ondata di diffusione del coronavirus che causa la Covid-19 e già in disaccordo con il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca per quanto riguarda la gestione delle scuole. De Magistris questa mattina a Radio Cusano ha detto:

Noi sindaci siamo neri, abbiamo conversato tutta la notte sulla nostra chat. Il Dpcm mi sembra complessivamente equilibrato, ma potrebbe essere l’inizio di un’escalation. Molto deludente il primo impatto del Presidente: dopo 9 mesi di pandemia ascoltare un premier che scarica la responsabilità su chi sta combattendo a mani nude, l’ho visto come un segno o di scarsa sensibilità o di resa. Conte dice che noi sindaci possiamo chiudere le piazze, le vie dalle 21, come se avessimo le risorse per farlo. Se un generale arroccato nel suo palazzo non si rende conto che i soldati sono allo stremo, senza armi, senza munizioni, un po’ di preoccupazione ci sta.

Anche De Magistris ha fatto allusioni a un atteggiamento da scaricabarile da parte del governo:

Non posso credere che si sia deliberatamente e dall’alto, senza consultare sul punto i sindaci d’Italia, scelto di scaricare su di noi una decisione non praticabile. L’effetto delle parole pronunciate dal presidente del Consiglio davanti a milioni di italiane e italiani sarà quello di lasciare ancora una volta i sindaci con il cerino in mano. Lo Stato sceglie, quindi, di puntare il dito per nascondere quello che non si è fatto, in tante parti del Paese, per rafforzare la rete territoriale di sanità pubblica

De Magistris ha poi fatto un appello al Premier Conte:

Presidente Conte corregga il tiro, faccia il generale che sta vicino ai soldati che combattono sulla prima linea con pochi viveri e poche armi e che cercano, ogni giorno, di arginare epidemia sociale, economica e lavorativa e contenere l’avanzata del contagio criminale

Gori: “Chi ha gli agenti per fare quello che dice il DPCM?”

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha posto l’attenzione su un problema “pratico” che scaturirebbe da quanto previsto dal nuovo DPCM, infatti ha scritto:

Per chiudere una piazza con cinque vie d’accesso servono almeno 10 agenti. Chi li ha? Poi però – dice il Dpdm – bisogna consentire l’accesso agli esercizi commerciali e alle abitazioni. Come si controlla? E se la gente si sposta e si assembra nella via accanto? Inapplicabile.

E su Twitter fa anche notare:

Nel testo definitivo è stato tolto il riferimento esplicito ai Sindaci che c’era nella bozza, citato da Conte in conferenza stampa. Ma non si dice a chi competerebbero quelle misure: se ai Sindaci, ai Prefetti, ai Presidenti di Regione. Né con quali mezzi si possano attuare.

Insomma, è evidente la confusione causata dall’aver messo e poi tolto la parola “sindaci” nel DPCM, perché ora non si sa più di chi sia la competenza.

Appendino: “La chiusura non può essere onere dei sindaci”

Anche la sindaca di Torino Chiara Appendino è intervenuta sul tema:

L’onere di chiudere al pubblico strade e piazze deve essere concertato da tutte le Istituzioni territoriali, con ampie competenze in termini di sicurezza e controllo. Non può in alcun modo essere in capo alle singole Amministrazioni. La Polizia Municipale non sarebbe in grado di aggiungere ai già numerosissimi compiti anche un controllo così capillare degli spazi pubblici, peraltro in un momento delicato come quello che stiamo vivendo.

Ministro Boccia ai sindaci: “Lo Stato è al loro fianco 24 ore su 24”

A replicare alla rabbia dei sindaci a nome del governo è stato stamattina il ministro Francesco Boccia, titolare degli Affari Regionali, che è intervenuto a Rainews 24 e ha spiegato:

La prima preoccupazione è tenere in sicurezza la rete sanitaria. Il DPCM è tante cose, ma soprattutto è sicurezza sanitaria.

E sullo scaricabarile ai danni dei sindaci ha detto:

La norma che chiamava espressamente in causa i sindaci è stata smussata ma in ogni città se c’è un luogo da chiudere lo decide il sindaco, i sindaci sanno che lo Stato è al loro fianco 24 ore su 24, dobbiamo tornare alla collaborazione massima. I sindaci ci hanno dato un contributo importante, la norma specifica non è il centro del Dpcm, c’è ben altro.

Intanto anche il Ministero dell’Interno, tramite il Sottosegretario con delega agli Enti locali Achille Variati, è intervenuto cercando di smorzare la polemica:

Col nuovo Dpcm lo Stato non abbandona i Comuni né li investe di responsabilità improprie: i primi cittadini, che sono autorità sanitarie locali, saranno ovviamente supportati in tutto dai Prefetti, negli appositi Comitati provinciali di ordine pubblico. Ed è proprio con i Prefetti e nei Comitati Provinciali che si potranno valutare casi particolarmente delicati in cui risultasse necessario,opportuno e possibile chiudere al pubblico strade o piazze.

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