Nizza, Salvini: “Lamorgese si dimetta”. Lei replica: “I DL sicurezza hanno creato insicurezza”

La Ministra Lamorgese cita i decreti Sicurezza ancora in vigore quando l’attentatore di Nizza ha lasciato l’Italia e si è spostato in Francia.

A poche ore dal nuovo attentato che ha scosso la Francia, il leader della Lega Matteo Salvini torna alla carica facendo ciò che gli riesce meglio: chiedere le dimissioni di qualche ministro in carica. Dopo aver condotto per mesi una personale battaglia contro la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolini, stavolta punta il dito contro la Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, a cui Salvini sembra attribuire le colpe della fuga in Francia del giovane che ieri ha ucciso tre persone nell’attentato di Nizza.

Salvini usa il suo strumento preferito per lanciare colpe, Twitter. E stamattina, citando i dati del Viminale sugli sbarchi di migranti in Italia, prova a fare il collegamento più ovvio che gli riesce per tirare un po’ di acqua al proprio mulino: “Piazze in rivolta e ora perfino un killer tunisino sbarcato a Lampedusa e lasciato tranquillamente scappare in Francia a uccidere e sgozzare“:

Nel mezzo, la cancellazione dei Decreti Sicurezza per aprire porti e portafogli. Cosa deve succedere ancora? Il Viminale è allo sbando, Lamorgese si dimetta.

Dall’Italia alla Francia col foglio di via per lasciare il Paese

Gli spostamenti del 21enne tunisino Brahim Aoussaoui sono stati ricostruiti in modo piuttosto preciso. Il giovane era giunto in Italia a bordo di un barcone sbarcato a Lampedusa il 20 settembre ed era stato posto in quarantena a bordo di una nave insieme agli altri migranti giunti clandestinamente in Italia in quei giorni. Terminato il periodo di quarantena, il giovane era stato trasferito in un centro di accoglienza di Bari il 9 ottobre.

Lì, dopo esser stato fotosegnalato ed inserito nei terminali per “illecito ingresso in territorio nazionale”, il 21enne aveva ricevuto il foglio di via che gli intimava di lasciare l’Italia. Da lì, di fatto libero di muoversi nel nostro Paese e di raggiungere la Francia, come effettivamente ha fatto pochi giorni dopo, negli stessi giorni in cui il governo dava il via libera alle modifiche ai decreti Sicurezza voluti da Matteo Salvini ed approvati durante il governo Lega-M5S.

La replica del Ministro Lamorgese

Come al solito Matteo Salvini si affretta a fare collegamenti basilari col supporto di Giorgia Meloni e del resto del centrodestra, ma il leader della Lega si è ben guardato dall’andare oltre e ricordare ai suoi sostenitori che mentre Aoussaoui era libero di muoversi in Italia e raggiungere la Francia erano ancora in vigore i decreti Sicurezza citati nel tweet di Salvini.

Le modifiche approvate dal governo, infatti, sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 21 ottobre con l’entrata in vigore del nuovo testo fissata per il 22 ottobre, il giorno dopo. E proprio per questo motivo la Ministra Lamorgese, nel replicare indirettamente alle polemiche sollevate dal centrodestra, ha citato proprio i discussi Decreti Sicurezza:

Ho sentito parlare dei decreti sicurezza, che noi avremmo modificato. Ma voglio anche dire che i decreti sicurezza hanno creato insicurezza perché 20mila persone sono dovute uscire da un giorno all’altro dall’accoglienza, e noi abbiamo cercato di tenere presente l’esigenza di sicurezza del Paese, non disperdendo tutti nel territorio nazionale.

Lamorgese ha respinto al mittente le accuse – “Questo è un attacco all’Europa, non c’è nessuna responsabilità da parte nostra” – e ha rinnovato l’appello, necessario come non mai in questo momento di difficoltà per l’Italia e il resto dell’Europa, a non alimentare inutili polemiche:

È il momento di fermare le polemiche. Il tunisino che ha assassinato tre persone a Nizza non era stato segnalato né dalle autorità tunisine né risultava segnalato dall’intelligence. […] In passato devo dire che casi analoghi purtroppo si sono verificati e allora mi chiedo come mai le forze di opposizione, che oggi si sono scusate con la Francia, a cui io manifesto tutta la mia solidarietà, non hanno ritenuto di scusarsi in altri casi gravi che si sono verificati. E parlo degli attentati alla metropolitana di Londra, London Bridge nel 2017 e l’attentato alla Rambla del 17 agosto 2017.

Perché in quei casi, visto il modus operandi di Salvini, un’azione del genere non avrebbe portato il consenso di cui era – ed è tutt’ora – disperatamente a caccia.

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