Monza, l’appello del sindaco: “Le città meno colpite della Lombardia ci aiutino”

Il sindaco di Monza ricorda quanto fatto dalla città durante la prima ondata della pandemia e chiede alle città meno colpite di ricambiare il favore.

8 Novembre 2020 13:37

Monza è tra le città della Lombardia più colpite dalla seconda ondata della pandemia di COVID-19 dopo Milano e il suo sindaco, l’esponente del centrodestra Dario Allevi, ne è ben consapevole e si allontana con cognizione di causa dalle proteste di altri primi cittadini della Lombardia che hanno criticato duramente la classificazione della Regione come zona rossa.

Allevi, intervistato oggi dal Corriere Della Sera, non soltanto si dice convinto che dichiarare l’intera Regione Lombardia zona rossa fosse la decisione migliore da prendere, ma ha colto l’occasione per invitare tutti gli altri sindaci della Regione all’unità, ricordando anche quando, durante la prima ondata della pandemia, Monza non chiese alcuno sconto pur non trovandosi in una situazione così drammatica come altre aree della Regione:

Quando nella prima ondata eravamo noi il territorio meno colpito non abbiamo mai pensato di chiedere sconti. Uno dei motivi per cui il sistema sanitario ha retto è che abbiamo sempre ragionato in termini di regione Lombardia, senza particolarismi; ora chiediamo la stessa compattezza. Una Lombardia a macchia di leopardo, rossa e arancione, è ingestibile e si rischia di prolungare le restrizioni.

Monza chiede il supporto dalle zone meno colpite

Sempre guardando alla prima ondata della pandemia di COVID-19, però, il primo cittadino di Monza si aspetta ora lo stesso trattamento che la città aveva riservato alle città più colpite, a cominciare da Bergamo:

A marzo il nostro ospedale San Gerardo si è totalmente riconvertito a ospedale Covid ricoverando 600 malati, il 75% provenienti proprio da Bergamo, Brescia e Cremona. Adesso mi risulta che l’ospedale di Bergamo non sia in emergenza come il nostro che invece ha le ore contate.

Ieri a Monza sono stati registrati 225 nuovi contagi, il doppio rispetto alla giornata precedente, e la situazione non è migliore nella provincia: +1.637 nuovi positivi. Tra le persone attualmente positive al COVID-19 ci sono anche 340 tra medici ed infermieri, che per questo motivo non possono recarsi a lavoro.

L’appello del primo cittadino di Monza è molto chiaro: “Mi aspetto la stessa solidarietà che noi abbiamo dimostrato in primavera“.

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