Mezza Italia rischia la zona rossa. Solo 3 Regioni in giallo?

Molte Regioni rischiano di finire in zona rossa anche senza DPCM. Ecco come cambieranno i colori delle Regioni dopo l’ultimo monitoraggio.

I dati che il governo stava attendendo sono arrivati. E non sono affatto buoni. Domattina il Consiglio dei Ministri metterà a punto il nuovo DPCM pronto a scattare forse già da lunedì, se non addirittura prima vista l’urgenza di stringere, ma anche senza il nuovo testo a partire dall’inizio della prossima settimana parte dell’Italia potrebbe passare in zona rossa.

Delle sei Regioni che ad oggi sono classificate come zona gialla – Calabria, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta – potrebbero rimanerne soltanto tre per la settimana successiva: Sicilia, Valle d’Aosta e Calabria potrebbero rimanere gialle, anche se il condizionale è d’obbligo per le ultime due visto che i dati sono un po’ oscillanti e non si esclude, come già accaduto per la Campania, che i governatori decidano di stringere subito per bloccare subito la diffusione del contagio.

Il Lazio passa da zona gialla a rossa?

Almeno due Regioni, Liguria e Puglia, dovrebbero passare in zona arancione, mentre il Lazio, che nell’ultima settimana ha visto crescere i contagi in modo più preoccupante rispetto ad altre Regioni, potrebbe diventare subito zona rossa, senza passare per una settimana di arancione.

Cambiamenti in arrivo anche al nord del Paese, già quasi totalmente in arancione o arancione rafforzato. A passare in zona rossa dovrebbero essere Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, così come le province autonome di Trento e Bolzano, ma anche Marche, Basilicata, Umbria e Abruzzo, anche se queste ultime due stanno registrando un calo dei contagi.

Veneto e Toscana a rischio zona rossa

Il Veneto e la Toscana, ora in zona arancione, potrebbero passare in zona rossa. Il governatore Luca Zaia ha messo le mani avanti durante la conferenza stampa odierna: “Siamo messi come molte altre regioni. Il nostro Rt cresce, non lo abbiamo ancora calcolato, i nostri uffici sono al lavoro, ma visto l’innalzamento del numero di contagi, c’è il rischio che il Veneto passi in zona rossa“.

Parole simili a quelle pronunciate dal governatore della Toscana Eugenio Giani: “Due settimane fa sono andate in rosso Siena e Pistoia, venerdì ci è rimasta solo la provincia di Pistoia che aveva registrato in una settimana 378 positivi ogni centomila abitanti, quando il limite è di 250. Adesso abbiamo Prato e Siena rispettivamente a 250 e a 252 mentre Arezzo è sopra. I conti si fanno di giorno in giorno. Se anzi l’indice rimanesse stabile, poco sopra i 250 contagi, potremmo ancora pensare a restrizioni comune per comune“.

I possibili cambi di colore di cui vi abbiamo dato conto si basano sui dati del monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità relativo alla prima settimana di marzo, gli stessi che domattina saranno sul tavolo del Consiglio dei Ministri al netto delle eventuali correzioni che le Regioni potranno apportare.

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