Maradona, folla e tensioni davanti alla Casa Rosada (foto)

Gruppi hanno provato ad aggirare la fila davanti alla Casa Rosada: ne sono nati disordini, gli agenti sono stati impegnati non poco per riportare la calma

Migliaia di argentini si sono messi in fila per dare l’ultimo saluto a Diego Armando Maradona, la cui camera ardente è stata allestita alla Casa Rosada, sede della presidenza della repubblica, a Buenos Aires. Tra pianti, lacrime e mani nei capelli per la scomparsa del Pibe de oro (come è morto?) non sono mancati momenti di tensione che hanno richiesto l’intervento della polizia. Sul posto ci sono anche i militari.

Alcune persone hanno provato ad aggirare la fila: ne sono nati disordini con gli agenti che sono stati impegnati non poco per riportare la calma. In Argentina per la morte di Maradona sono stati decretati tre giorni di lutto nazionale. Secondo alcune stime almeno un milione di argentini andranno in pellegrinaggio alla Casa Rosada. La Camera ardente sarà aperta dalle 6 fino alle 16.

I funerali di Maradona, su richiesta della famiglia e degli amici, verranno celebrati oggi e non sabato come era stato deciso in un primo momento, così come non era stato escluso che la camera ardente alla Casa Rosada potesse rimanere aperta anche domani, in modo da ridurre il rischio di assembramenti.

“Stiamo organizzando tutto affinché non ci siano assembramenti e affinché la gente rimanga il minor tempo possibile in un luogo chiuso”, aveva detto il presidente argentino Alberto Fernandez, ma evidentemente la gestione dell’evento si è rivelata più difficile del previsto.

L’apertura della camera ardente al pubblico è stata preceduta all’alba da una commemorazione privata per i familiari di Maradona, in un’ala riservata della Casa Rosada, piantonata da polizia ed esercito.

All’estremo saluto erano presenti l’ex moglie Claudia Villafane con le figlie Dalma e Giannina nonché l’ex compagna del Pibe, Veronica Ojeda, e gli altri due figli di Maradona, Fernando e Jana. Diego Junior invece è in Italia, essendo stato da poco dimesso dall’ospedale dove era stato ricoverato per Covid-19, e dovrà aspettare ancora qualche giorno per l’ultimo saluto al papà.

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