M5S, tutti (o quasi) contro Di Battista. Di Maio: “Abbiamo superato altri momenti difficili”

Dopo le dure parole di Alessandro Di Battista, le figure chiave di M5S prendono le distanze e difendono l’alleanza col PD.

Il Movimento 5 Stelle non sembra aver accolto di buon grado le dure parole di Alessandro Di Battista, ormai da tempo libero da incarichi ufficiali, contro l’alleanza col Partito Democratico che, salvo colpi di scena che al momento sarebbero dannosissimi per il Paese, dovrà continuare almeno fino al 2023.

Il primo a prendere le distanza da quell’affondo è stato l’ex capo politico Luigi Di Maio, oggi Ministro degli Esteri e grande sostenitore dell’alleanza, che ha affidato il proprio sfogo a Facebook. Pur senza nominare Di Battista, suo storico compare, Di Maio si è lanciato in un elogio del Movimento 5 Stelle dicendosi fiducioso sul suo futuro:

Volevo solo dirvi che io sono ottimista. Che il MoVimento ce la farà, che con l’aiuto di tutti otterrà di nuovo grandi risultati. Negli ultimi otto anni abbiamo affrontato anche momenti difficili, ma siamo sempre riusciti a rialzarci. Volevo dirvi che ce la faremo, volevo dirvi di non scoraggiarvi, di guardare sempre avanti e mai indietro.

Un discorso di incoraggiamento ai candidati sindaco del Movimento 5 Stelle che suona un po’ come le rassicurazioni che si danno ad un malato terminale, anche perché le cure non stanno arrivando. Da mesi i vertici del Movimento 5 Stelle parlando di una riorganizzazione, ma ad oggi tutto è come prima, se non peggio viste le numerose defezioni e le feroci critiche mosse dagli ex M5S. Il 4 ottobre, avvio dei tanto anticipati Stati Generali di M5S, è alle porte e chissà che l’attesa svolta arrivi proprio da questo evento.

Le reazioni dei pentastellati alle parole di Di Battista

E se Di Maio ha preferito non attaccare direttamente Di Battista, altri eletti di M5S non sono stati così pacati. Carlo Sibilia, sottosegretario al Ministero dell’Interno, è stato decisamente più diretto:

Ancor più diretta la deputata Dalila Nesci, che ha citato direttamente Di Battista in una lettera pubblicata su Facebook:

Caro Alessandro Di Battista le tue stasera non sono state Parole Guerriere.
Tra i “conflitti di interesse” su cui bisogna fare luce, forse, ci sarebbe da approfondire anche il rapporto fra l’Associazione Rousseau ed il M5S.
Non si dimentichi che siamo il partito di maggioranza relativa, governiamo il Paese: l’organizzazione interna del M5S ha dunque rilievi importanti sulla tenuta democratica dell’Italia.
Invece di sparare opinioni dal tavolo della giuria, ti faccio notare che il M5S insieme al Governo Conte sta affrontando il difficile corso di una pandemia e crisi economica mondiale.
Il tuo contributo può essere prezioso, stiamo uniti ed evolviamoci. Non possiamo compromettere i meritevoli risultati fino ad oggi ottenuti.
Non tutti mettono al primo posto il servizio verso lo Stato, ma chi è dentro le Istituzioni ha il dovere di farlo.

Barbara Lezzi al fianco di Di Battista

Quasi nessuno, al momento, vista anche la difficoltà in cui si trova il Movimento 5 Stelle, se l’è sentita di dare pubblicamente ragione ad Alessandro Di Battista, ma a questo punto è evidente che, se queste sono le promesse, nel futuro di M5S non ci sarà spazio per la vena polemica di “Dibba”.

A fare eccezione è stata la senatrice M5S Barbara Lezzi, che si è schierata con Di Battista ed ha sottolineato l’ovvio, e cioè che il Movimento, pur di non scomparire, non ha potuto far altro che allearsi:

A me non suscita nessuna sorpresa sentire parlare di indebolimento del M5S. Lo scandalo sta nel dirlo? O nel fingere che non stia succedendo? In nome del ‘bloccare le destre’ che, per carità è giusto, il M5S ha rinunciato all’essere un’alternativa e, per tenere il passo, anziché porsi da esempio, sta pian piano mutuando le caratteristiche degli altri partiti.

Un discorso decisamente più onesto e realista di quello fatto pubblicamente da Luigi Di Maio, che sembra non guardare i fatti. Le senatrice Lezzi ha proseguito:

Nessuna rivoluzione, nessun cambiamento. Solo omologazione. In realtà, non dobbiamo neanche parlar male di Mastella dal momento che a Caivano il M5S è alleato anche con la sua lista. Solo che lui ha preso il 10% e noi il 4.5%. Ci va bene? La buttiamo in caciara accusando la Lezzi con la solita cantilena che è nostalgica della Lega invece di osservare che le manca quel M5S al 33%?

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