Lombardia, Azzolina e i sindaci contro la didattica a distanza alle superiori: “Si trovino altre soluzioni”

I sindaci della Lombardia si schierano contro la didattica a distanza per le superiori decisa da Fontana nell’ultima ordinanza.

L’ordinanza della Regione Lombardia con cui il governatore Fontana ha disposto il coprifuoco in tutto il territorio regionale dalle 23 alle 5 a partire da questa sera stabilisce anche quello che la Regioni nei giorni scorsi avevano già chiesto il governo: il ritorno alla didattica a distanza per “le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali di secondo grado” per le intere classi.

Questa decisione, diversa da quella presa dalla Regione Lazio che ha invece stabilito un ricorso alla didattica a distanza con una quota del 50% degli studenti delle superiori ad eccezione di quelli del primo anno, non è stata bene accolta dai sindaci della Lombardia, che hanno scelto il primo cittadino di Milano Beppe Sala come portavoce di questa contrarietà.

Intervenuto oggi a RTL 102.5, Sala ha espresso il proprio dissenso e anticipato che i sindaci di opporranno in un fronte comune contro la Regione Lombardia:

Siamo totalmente contrari, e lo voglio dire con chiarezza, alla sola didattica a distanza per le superiori. Ci opporremo.

Sala lamenta la velocità dell’ordinanza e la mancata consultazione approfondita coi primi cittadini, che nelle ore immediatamente successive si sono concentrati sulla misura del coprifuoco:

Non ha senso in questo momento, bisogna alternare didattica in presenza e a distanza così deve essere per tutti gli ordini di scuole. In questa ordinanza della Regione Lombardia, uscita ieri un po’ in velocità, noi sindaci l’abbiamo vista ma eravamo concentrarci sul tema del coprifuoco.

Nuovo confronto con Fontana

Forti anche della decisione presa da Nicola Zingaretti per la Regione Lazio, oggi i sindaci della Lombardia incontreranno nuovamente in video il Presidente Fontana e chiederanno di rivedere quella misura che, a loro dire, non sarebbe giustificata almeno nella modalità decisa dal governatore leghista:

Questa cosa ci è scappata e da quando ce ne siamo accorti ci stiamo opponendo tutti, oggi alle 13 incontreremo di nuovo in video il presidente Fontana. La scuola deve essere l’ultima a chiudere, poi ovviamente nessuno di noi ha la sfera di cristallo, vedremo come andranno le cose, ma al momento no. Con buonsenso, perché un po’ di alternanza ci sta, ma non si può chiudere adesso.

L’appello della Ministra Azzolina

Sulla questione è intervenuta oggi anche la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che da settimane continua a sostenere con assoluta certezza come la scuola ad oggi sia il luogo più sicuro in cui far stare gli studenti. La titolare dell’istruzione, però, non si è limitata ad appellarsi a mezzo stampa al governatore Fontana, ma gli ha inviato una lettera ufficiale in cui invita il governatore leghista a trovare un’alternativa a quella decisione:

In una fase così complessa per la Nazione, desidero invitarla a lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte, per trovare soluzioni differenti da quella adottata, nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini e del diritto allo studio dei nostri studenti e delle nostre studentesse.

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