L’Italia rende più facile evitare il tampone all’ingresso. E il rischio di varianti?

Tampone negativo e quarantena di 5 giorni all’ingresso in Italia? Sì, ma dal 19 aprile non per tutti. Le nuove eccezioni della Farnesina.

Poco più di due settimane fa, quando la gran parte degli italiani si è reso conto che già da qualche mese era possibile spostarsi dall’Italia verso altri Paesi d’Europa anche per fini turistici e che in tanti stavano approfittando delle vacanze di Pasqua per sfuggire alle chiusure imposte dal governo italiano, era stato sollevato un vero e proprio polverone che aveva spinto le autorità sanitarie rappresentate dal Ministro della Salute Roberto Speranza a fare ciò che andava fatto già da mesi: introdurre l’obbligo di quarantena per chiunque arrivasse in Italia da qualunque Paese del Mondo.

Cinque giorni di isolamento fiduciario e obbligo di un tampone negativo all’ingresso e allo scadere di quei cinque giorni. La motivazione era semplice, anche se per chi opera nel turismo quell’ordinanza firmata in fretta e furia era sembrata una sorta di punizione: il rischio che i viaggiatori tornassero in Italia con qualche variante del virus era troppo alto, così come il rischio di vanificare gli sforzi fatti nel Paese per ridurre il contagio.

Timori più che fondati visto il breve lasso di tempo in cui la variante inglese ha sostituto il ceppo che fino allo scorso anno era il più diffuso e vista anche la rapidità con cui anche la variante sudafricana si è diffusa in alcune Regioni. Un’ordinanza, quindi, più che condivisibile e basata su dati reali. Neanche tre settimane dopo, però, improvvisamente alla Farnesina hanno deciso di allentare un po’ le maglie, lasciando sì l’obbligo di tampone e di quarantena all’arrivo di un qualsiasi Paese del Mondo, ma introducendo una serie di eccezioni che possono essere comunque molto dannose.

Le regole già in vigore per l’ingresso in Italia

La regola generale dice che chi entrerà in Italia da uno dei seguenti Paesi sarà obbligato a presentare il risultato negativo di un tampone molecolare o antigienico effettuato nelle 48 precedenti all’ingresso in Italia:

  • Austria
  • Belgio
  • Bulgaria
  • Cipro
  • Croazia
  • Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia)
  • Estonia
  • Finlandia
  • Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo)
  • Germania
  • Grecia
  • Irlanda
  • Israele
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Malta
  • Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo)
  • Polonia
  • Portogallo (incluse Azzorre e Madeira)
  • Regno Unito
  • Repubblica Ceca
  • Romania
  • Slovacchia
  • Slovenia
  • Spagna (inclusi territori nel continente africano)
  • Svezia
  • Ungheria
  • Islanda
  • Norvegia
  • Liechtenstein
  • Svizzera
  • Andorra
  • Principato di Monaco

Non solo. Chi fa ingresso in Italia da questi Paesi deve comunicare il proprio ingresso al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria locale di riferimento e, avendo soggiornato o transitato in questi Paesi nei 14 giorni precedenti, a prescindere dal risultato del tampone, deve sottoporsi all’isolamento fiduciario e alla sorveglianza sanitaria per 5 giorni.

Nessun tampone prima dell’ingresso in Italia per chi si ferma solo 5 giorni

Ci si aspetterebbe, però, che l’obbligo di tampone negativo all’ingresso valga per tutti, ma non è così. La novità, passata un po’ in sordina, scatterà già da domani, lunedì 19 aprile. Oltre all’equipaggio dei mezzi di trasporto e al personale viaggiante, è previsto che a non dover presentare l’esito negativo di un tampone all’ingresso in Italia saranno da domani tutte quelle persone che, per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, entreranno in Italia da ogni parte del Mondo e resteranno nel Paese per meno di 120 ore.

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Posted by Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale on Sunday, April 18, 2021

La modifica alle linee guida precisa che a patto che la persona non manifesti i sintomi dell’infezione e che si impegni a lasciare l’Italia entro lo scadere delle 120 ore – 5 interi giorni – potrà entrare senza alcun controllo se non dichiarare il Paese da cui arriva e le motivazioni del viaggio. Stessa eccezione anche per chi entrerà in Italia con un mezzo privato e vi rimarrà per un periodo massimo di 36 ore – poco più di un giorno – fermo restando l’obbligo di iniziare la quarantena all’insorgere dei sintomi.

Chi non mostra i sintomi dell’infezione e non intende soggiornare in Italia per più di 5 giorni, in definitiva, da domani sarà libero di circolare in tutto il Paese senza alcun controllo, col rischio di creare focolai difficili da tenere sotto controllo in un momento in cui molti Paesi del Mondo stanno stringendo i controlli all’ingresso proprio a causa della circolazioni di varianti del virus che rischiano di vanificare gli sforzi fatti nell’ultimo anno.

Chi non mostra i sintomi dell’infezione però, lo sappiamo bene ormai da mesi, non significa che non sia portatore del virus né che non possa contagiare altre persone. Esentare dall’obbligo di presentare l’esito negativo di un tampone all’ingresso dell’Italia per chiunque non si fermi nel Paese per più di 5 giorni non metterà di certo gli italiani al riparo dall’arrivo di nuove varianti del virus o di nuovi focolai. Se è vero che per chi ha intenzione di restare una manciata di giorni sarebbe impossibile sottoporsi all’obbligo di quarantena, perchè rimuovere l’obbligo di presentare l’esito negativo di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti all’ingresso in Italia?

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