Le condizioni di Renzi a Conte: sì al MES, no alla task force sul Recovery Fund

Nel giorno del faccia a faccia decisivo tra Conte e Renzi, il leader di Italia Viva detta le condizioni per evitare la crisi di governo.

Matteo Renzi gode nell’avere – o almeno nel credere di avere – il proverbiale coltello dalla parte del manico. Renzi ha bisogno di visibilità, ne ha sempre avuto bisogno e, ora che l’esperimento di Italia Viva si sta rivelando tutt’altro che soddisfacente sul fronte dei consensi, ne ha più bisogno che mai. E lo show che sta conducendo pressoché da solo ormai da giorni ne è la conferma tutt’altro che necessaria.

Gli affondi nei confronti del premier Conte da parte di Italia Viva e del suo leader vanno avanti ormai da giorni, tra gli ammiccamenti al centrodestra e le minacce pubbliche di ritirare i due Ministri di IV e aprire così una crisi di governo in un momento in cui l’Italia ha bisogno di tutto fuorché di una crisi di governo.

È anche e soprattutto a causa di Renzi e di Italia Viva che il premier Conte ha avviato tempestivamente una verifica di governo, ma se il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali si sono mossi rapidamente per confermare il proprio supporto all’esecutivo, Italia Viva ha preso tempo a causa degli impegni della Ministra dell’Agricoltura Bellanova a Bruxelles nelle giornate del 15 e 16 dicembre. Due giorni preziosi in cui Renzi ha continuato a fare il protagonista della situazione, a gongolare pubblicamente in attesa di questo faccia a faccia che finalmente si terrà questa sera.

E anche oggi, a poche ore dall’arrivo della delegazione di Italia Viva a Palazzo Chigi, con la Ministra Bellanova rientrata da Bruxelles, Renzi ha voluto ritagliarsi il ruolo di protagonista assoluto pubblicando su Facebook una lunga lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Conte.

Cosa chiede Matteo Renzi al premier Conte?

La posizione di Italia Viva e di Matteo Renzi è chiara ormai da giorni, ma in questo protrarsi dell’attesa l’ex Presidente del Consiglio ha trovato il tempo di pubblicare una lettera-fiume che mette nero su bianco cosa chiede il neonato partito – e subito entrato al governo – per non aprire una crisi in piena pandemia.

Renzi si affretta a rispedire al mittente l’accusa secondo la quale tutto questo show sarebbe stato messo in piedi per lo scarso coinvolgimento diretto di Italia Viva nella gestione dei soldi europei del Recovery Fund, una partita che fa gola a tutti e che potrebbe, a conti fatti, portare qualche consenso anche al partito di Renzi, sempre più annaspante.

Non è per questo, dice Renzi. Cose serie, non rimpasti: “In discussione sono le idee, non gli incarichi di governo. Teresa, Elena, Ivan – che hanno lavorato bene su agricoltura, famiglie e politiche di genere, export – sono pronti a dimettersi domani, se serve. Noi infatti non concepiamo la politica come occupazione di posti“.

Le due richieste principali di Matteo Renzi sono di rivedere il piano di mettere in piedi una task force per la gestione dei soldi del Recovery Fund, sfruttando al massimo la risorse del governo e del Parlamento senza coinvolgere figure esterne, e utilizzare i fondi del MES, anche se il Movimento 5 Stelle resta fermo sulla propria posizione No-MES.

Come possiamo dire NO al Mes che ha meno condizionalità del Recovery Fund? Qual è la ragione del nostro rifiuto? I nostri parlamentari hanno proposto una precisa allocazione dei 36 miliardi del MES. Come si può dire no agli investimenti sulla sanità, caro Presidente? Se siamo in emergenza e abbiamo il maggior numero di morti in Europa forse dobbiamo investire di più in Sanità, non credi? Questo rifiuto ideologico del MES mi appare ogni giorno più incomprensibile.

𝑃𝑒𝑟 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑝𝑎𝑟𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑡𝑜𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑙𝑙𝑜 𝑞𝑢𝑖 𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑜 𝑖𝑛𝑣𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑎𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜. 𝑀𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑙𝑢𝑛𝑔𝑎, 𝑙𝑜 𝑠𝑜. 𝑀𝑎…

Posted by Matteo Renzi on Wednesday, December 16, 2020

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