Italia Viva e M5S distanti quasi su tutto: Renzi alzerà la posta ogni giorno

il primo giorno di riunioni con la regia di Roberto Fico si conclude quasi con un nulla di fatto: Renzi continua ad alzare la posta

Il primo giorno di incontri tra Roberto Fico e i partiti che dovrebbero comporre la nuova maggioranza ha portato a casa ben poco e un ministro del PD, il cui secondo Repubblica.it rimane segreto, ha ammesso che ci siano delle oggettive difficoltà. La questione è semplice: dopo aver fatto saltare il banco, Matteo Renzi e Italia Viva alzano la posta di giorno in giorno, facendo ogni volta richieste più ardite e incompatibili evidentemente con le posizioni degli altri partiti. A quale scopo? Per ottenere il massimo possibile, verrebbe da dire, visto che alle prossime eventuali elezioni il partito dell’ex rottamatore scomparirebbe. Oppure perché ha comunque deciso di non entrare in una nuova maggioranza, ma vuole far credere alla fine di essere stato escluso.

MES e riforma fiscale “forzista”: Renzi non molla

Uno dei punti sui quali non c’è e non sembra ci possa essere un accordo è il Mes: alla richiesta dei renziani di una richiesta parziale di prestito all’Ue, dopo aver valutato con attenzione le misure da finanziare, il Movimento 5 Stelle ha ribadito il suo no secco, mentre il Partito Democratico si conferma non contrario a priori allo strumento.

La riforma fiscale è un altro tema che agita la maggioranza, con Italia Viva che propone un numero di scaglioni ridotto, una delle battaglie di Silvio Berlusconi per tanti anni, che trova timidi i 5 Stelle e contrario il PD. Del Recovery Fund si è già detto tutto con Italia Viva che chiede una revisione totale che non entusiasma i pentastellati. Inoltre, in mattinata è spuntata la richiesta di Italia Viva di una Bicamerale la cui presidenza vada al centrodestra e che si dovrà occupare delle riforme, tra cui quella della legge elettorale. La Bicamerale non entusiasma il Movimento, che invece sembra però non proprio distante sulla proposta di Italia Viva. I renziani, pur ribadendo la loro predilezione per il maggioritario, sarebbero disponibili ad un proporzionale con le preferenze. Il PD, però, fa notare che la questione delle preferenze non è mai stata discussa in alcun incontro prima del taglio dei parlamentari.

E’ sempre una questione di poltrone

E poi c’è la questione poltrone: anche se Italia Viva continua a dirsi disinteressata agli incarichi, in realtà Renzi sta insistendo per far dare un ministero a Maria Elena Boschi, magari l’Istruzione al posto della Azzolina. E ci sono altri ministri che Renzi non vuole più vedere in carica: Bonafede su tutti, ma anche De Micheli e Pisano. Inoltre, l’ex rottamatore vuole la testa di Parisi e Tridico, attualmente alla guida di Anpal e Inps. Richieste che stando a Repubblica.it avrebbe alzato la temperatura della discussione tra gli esponenti pentastellati da una parte, Boschi e Faraone dall’altra.

Un governo che nasce morto?

Ultimo problema e non meno importante, Italia Viva chiede che si metta nero su bianco il programma prima che si faccia il nome del premier. M5S e PD, con CD e gli altri alleati, vogliono invece prima il via libera a Conte e in seguito la stesura del documento programmatico. Strada molto in salita e la domanda che ci si pone sembra legittima: se Renzi ha già fatto saltare il banco una volta alzando la posta, con le sue richieste che diventano più ardite giorno dopo giorno, chi ci assicura che tra qualche mese il governo non sarà punto e a capo?

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