Il divieto di spostamento tra Regioni è stato prorogato al 27 marzo

La decisione è stata ufficialmente prevista nel Consiglio dei ministri del 22 febbraio. In zona rossa vietate le visite a parenti o amici

Il divieto di spostamento tra regioni è stato prorogato fino al 27 marzo. Ne avevamo parlato già ieri, ma ora la decisione è stata ufficializzata dal primo consiglio dei ministri operativo del governo Draghi. Una la novità importante, oltre al prolungamento del blocco tra le regioni: in zona rossa non si potrà più far visita ad amici o parenti: nessuno spostamento sarà consentito a parte quelli lavorativi o per necessità o urgenza. Si potrà continuare a farlo nelle zone gialle e in quelle arancioni, col limite di una sola volta al giorno, in massimo due persone. Rimane il coprifuoco dalle 5 alle 22.

La decisione è stata presa insieme alle regioni, che già nella serata di ieri si erano dette d’accordo. Alla base, però, la richiesta di ristori contestuali alle chiusure, per permettere a chi è costretto a dover abbassare le serrande di non soffrire troppo le chiusure. Tra le richieste consegnate alla ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, anche la revisione dei parametri che determinano la divisione in fasce, oltre all’appello – fatto però dai sindaci – a tenere aperti i ristoranti anche di sera.

Le zone rosse in Italia

Al momento, nessuna regione è interamente “rossa” in Italia, ma solo alcuni comuni o province. Al nord lo sono la Provincia autonoma di Bolzano e i comuni di Castrezzato, Bollate, Viggiù, Mede (Lombardia) e Re (Piemonte). Al centro prosegue il periodo in zona rossa della provincia di Perugia e di sei comuni di quella di Terni, e in Abruzzo le restrizioni più pesanti sono state introdotte nella provincia di Pescara e in quella di Chieti. Tre le zone rosse del Lazio: si tratta dei comuni di Colleferro, Carpineto romano (Roma) e Roccagorga (Latina). Al Sud, invece, gli unici comuni “rossi” sono in Molise, 33 in totale.

Arancioni sono invece Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Campania e Molise (a parte ovviamente quei 33 comuni), insieme alla Provincia autonoma di Trento e alle province di Teramo e L’Aquila. Tutte le altre regioni sono in zona gialla.

Cosa fare in zona rossa

Come detto, il primo provvedimento restrittivo dell’esecutivo Draghi colpisce gli spostamenti, non più possibili in caso di visite a parenti o amici (una “scappatoia” che aveva allentato di molto i controlli, soprattutto sotto Natale). Si può circolare per assistere persone non autosufficienti, e lo si può fare per ragioni di lavoro, necessità o urgenza. Non si potranno però raggiungere le seconde case, a meno di casi effettivi di necessità o urgenza: la permanenza, in questi casi, è limitata al periodo strettamente necessario per riparare la situazione straordinaria (come ad esempio il crollo di una parete o la rottura di tubature).

Rimangono aperti supermercati e i negozi di prodotti alimentari, oltre a farmacie e tabaccai. Gli altri negozi e i centri commerciali sono invece chiusi, mentre i ristoranti sono aperti solo per la vendita da asporto o domicilio.

Chiuse palestre e piscine, si può fare attività sportiva all’aperto ma solo in forma individuale e in prossimità della propria abitazione.

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