Colori regioni, ecco il quadro aggiornato

In questa pagina, che puoi mettere tra i preferiti, trovi ogni giorno gli aggiornamenti sulle e limitazioni regionali per l’emergenza COVID-19

5 marzo 2021 – Tra il 10 e il 23 febbraio l’indice Rt medio, calcolato sui casi sintomatici, ha raggiunto quota 1,06 (range 0,98– 1,20), in aumento rispetto alla settimana precedente e sopra uno per la prima volta in sette settimane. Sono i numeri principali dell’epidemia in Italia emersi dal monitoraggio settimanale dell’ISS: in base a questi dati alle regioni è stato assegnato il colore che varrà a partire da lunedì (e non più da domenica come accaduto in questi ultimi mesi). Ricordiamo che le regioni che passano da giallo ad arancione o da arancione al rosso devono attendere solitamente 2 settimane per la de-escalation (ovvero il ritorno al colore più basso), mentre l’escalation (l’assegnazione ad un colore di maggiore emergenza) ha tempistiche più rapide per contenere meglio il virus.

Ricordiamo che si collocano in zona gialla le regioni con Rt inferiore a 1, in arancione (Rt pari o superiore a 1 ma inferiore a 1,25) e rossa (Rt pari o superiore a 1,25). L’Istituto superiore di Sanità ha fatto sapere che nella settimana di monitoraggio (dal 22 al 28 febbraio) l’incidenza è cresciuta fino ad arrivare a 194,87 casi per 100mila abitanti, restando lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e del tracciamento dei loro contatti. Il target per uscire dalle zone con limitazioni è fissato a 50 casi ogni 100.000 abitanti.

Dati che purtroppo confermano la trasmissione del virus accentuata anche dalla presenza delle varianti anche sul territorio italiano, come fotografato nei giorni scorsi dall’indagine lampo dell’ISS. Tra le Regioni dove la variante circola di più, l’Umbria rimane zona arancione seppur con zone rosse locali, mentre le Marche sono passate in zona arancione con la provincia di Macerata e quella di Ancona in zona rossa per almeno una settimana.

In arancione, oltre all’Umbria e alle Marche, Abruzzo, Piemonte, Toscana, Provincia autonoma di Trento, Umbria, ma anche Friuli Venezia Giulia e Veneto. Alle due Regioni già rosse, Basilicata e Molise, si aggiungono la Campania su decisione del governatore Vincenzo De Luca, e l’Emilia-Romagna, su decisione del presidente Bonaccini. La Lombardia si trova in zona arancione rafforzata, mentre l’unica Regione in zona bianca rimane la Sardegna.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento (26% vs 24% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in aumento da 2.146 (23/02/2021) a 2.327 (02/03/2021). Allo stesso modo anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è in aumento, passando da 18.295 (23/02/2021) a 19.570 (02/03/2021). Vediamo nel dettaglio la situazione regione per regione.

Ecco tutte le ultime informazioni sul colore imposto alle regioni.

L’Italia a colori Regione per Regione

Abruzzo ()

L’Abruzzo rimane arancione dopo aver già messo in lockdown il comune di Atelena, in provincia de L’Aquila, e dieci comuni in provincia di Chieti: Bucchianico, Chieti, Francavilla, Lanciano, Miglianico, Ortona, San Giovanni Teatino, Torrevecchia Teatina e Ripa Teatina. Secondo l’ultimo quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo e relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 0,96. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 473. Nella regione attualmente ci sono 651 ricoverati con sintomi, 85 in terapia intensiva.

Basilicata ()

La Basilicata resta in zona rossa fino al 15 marzo. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 1,16. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 271. Nella regione attualmente ci sono 97 ricoverati con sintomi, 10 in terapia intensiva.

Calabria ()

La Calabria era e rimane in zona gialla per la sesta settimana. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 0,81. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 129. Nella regione attualmente ci sono 202 ricoverati con sintomi, 21 in terapia intensiva.

Campania ()

La Campaniapassa in zona rossa per decisione del governatore Vincenzo De Luca. Nelle ultime settimane, purtroppo, si è osservato un aumento costante dei casi, anche a causa della diffusione delle varianti del virus. “Siamo ormai in zona rossa perché il livello di contagio non si può più reggere. È evidente che bisogna prendere misure eccezionali“. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 0,96. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 465. Nella regione attualmente ci sono 1.357 ricoverati con sintomi, 140 in terapia intensiva.

Emilia Romagna ()

L’Emilia-Romagna ha dati da zona arancione secondo l’ISS, ma oggi il Presidente della Regione Stefano Bonaccini, seguendo l’esempio della Campania, ha deciso di far passare l’intera regione in zona rossa a partire da lunedì 8 marzo, estendendo così a tutto il territorio le misure restrittive già in vigore per tutti i comuni della Città metropolitana di Bologna e quelli della provincia di Modena.
Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 1,13. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 608. Nella regione attualmente ci sono 2.600 ricoverati con sintomi, 259 in terapia intensiva.

Friuli Venezia Giulia ()

Il Friuli Venezia Giulia passa in zona arancione, come anticipato dal governatore Massimiliano Fedriga: “L’ingresso in zona arancione dall’8 marzo è riconducibile non tanto all’indice Rt quanto al repentino e vistoso aumento dei contagi nel nostro territorio regionale che ci colloca a rischio alto“. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 0,92. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 416. Nella regione attualmente ci sono 392 ricoverati con sintomi, 63 in terapia intensiva.

Lazio ()

Il Lazio è in zona gialla e ci resterà anche nella prossima settimana, anche se la provincia di Frosinone, in arancione dall’inizio della settimana, rischia di passare in zona rossa.
Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 0,98. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 269. Nella regione attualmente ci sono 1.860 ricoverati con sintomi, 241 in terapia intensiva.

Liguria ()

La Liguria rientra le regioni in zona gialla e ci rimarrà per un’altra settimana, anche se la pressione sugli ospedali inizia a farsi sentire.
Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 0,96. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 288. Nella regione attualmente ci sono 535 ricoverati con sintomi, 55 in terapia intensiva.

Lombardia ()

La Lombardia rimane in zona arancione rafforzata fino al 14 marzo prossimo, come deciso in fretta e furia il 4 marzo dal governatore Attilio Fontana. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 1,13. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 431. Nella regione attualmente ci sono 4.735 ricoverati con sintomi, 534 in terapia intensiva.

Marche ()

Le Marche rimangono zona arancione, anche se per la provincia di Ancona e quella di Macerata scatta la zona rossa a partire dal 6 marzo 2021. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 1,08. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 496. Nella regione attualmente ci sono 580 ricoverati con sintomi, 87 in terapia intensiva.

Molise ()

Il Molise resta rosso almeno fino al 15 marzo in base all’ordinanza che il ministro Roberto Speranza ha firmato dopo la conclusione del monitoraggio della scorsa settimana. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 1,66, il più alto d’Italia. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 406. Nella regione attualmente ci sono 100 ricoverati con sintomi, 21 in terapia intensiva.

Piemonte ()

Come in Lombardia, il Piemonte non passa in zona rossa, ma in zona arancione rafforzata e dovrebbe restarvi almeno fino alla metà di marzo, con ben 23 zone rosse sparse in tutto il territorio regionale. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 1,15. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 354. Nella regione attualmente ci sono 2.171 ricoverati con sintomi, 188 in terapia intensiva.

Bolzano ()

Nella Provincia di Bolzano restano in vigore le misure da zona rossa fino al 14 marzo 2021. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 0,75, tra i più bassi d’Italia. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 904. Nella Provincia Autonoma attualmente ci sono 197 ricoverati con sintomi, 36 in terapia intensiva.

Trento ()

La Provincia di Trento si trova già in zona arancione e ci resterà anche nella prossima settimana, con zona rossa fino al 7 marzo per i comuni di Malles Venosta, Lana, San Martino in Passiria, Caines e San Leonardo in Passiria. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 1,1. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 694. Nella Provincia Autonoma attualmente ci sono 180 ricoverati con sintomi, 46 in terapia intensiva.

Puglia ()

La Puglia si trova in zona gialla e ci rimane, anche se non è esclusa un’ordinanza del governatore per il passaggio in zona arancione e frenare l’aumento dei contagi degli ultimi giorni. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 0,93. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 316. Nella regione attualmente ci sono 1.287 ricoverati con sintomi, 162 in terapia intensiva.

Sardegna ()

La Sardegna resta l’unica regione d’Italia in zona bianca. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 0,67. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 61. Nella regione attualmente ci sono 193 ricoverati con sintomi, 23 in terapia intensiva.

Sicilia ()

In Sicilia i contagi sono sotto controllo, quindi anche per prossima settimana si resterà in zona gialla. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 0,79. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 142. Nella regione attualmente ci sono 676 ricoverati con sintomi, 118 in terapia intensiva.

Toscana ()

La Toscana è in zona arancione e per la prossima settimana non ci saranno cambiamenti, anche se i lockdown locali sono in aumento. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 1,18. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 377. Nella regione attualmente ci sono 1.029 ricoverati con sintomi, 173 in terapia intensiva.

Umbria ()

L’Umbria rimane arancione ma con la provincia di Perugia con misure più restrittive in vigore. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 0,79. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 431. Nella regione attualmente ci sono 436 ricoverati con sintomi, 82 in terapia intensiva.

Valle d’Aosta ()

La Valle d’Aosta è in zona gialla e vi rimarrà, anche se l’indice RT è in aumento. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 1,21. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 113. Nella regione attualmente ci sono 13 ricoverati con sintomi, 2 in terapia intensiva.

Veneto ()

Il Veneto passerà in zona arancione, come anticipato oggi dal governatore Luca Zaia: “Siamo zona arancione. Il dato fa comprendere quanto corra velocemente l’infezione. Le proiezioni sono preoccupanti. Siamo davanti ad una mutazione del virus che è dal 43% al 100% più contagioso. Speriamo sia l’ultima“. Secondo il quadro dell’Iss aggiornato al 5 marzo 2021 relativo al periodo 10/2/2021-23/2/2021, l’indice RT è di 1,08. Nelle ultime due settimane l’incidenza rilevata ogni 100.000 abitanti è pari a 269. Nella regione attualmente ci sono 866 ricoverati con sintomi, 131 in terapia intensiva.

articolo aggiornato al 29 gennaio 2021

Emergenza COVID-19: la situazione dal 18 gennaio al 24 gennaio 2021

Nessuna regione rossa, solo quattro arancioni (più una provincia) e per il resto tutte gialle: a parte Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la provincia autonoma di Bolzano, infatti, l’Italia si sveglierà domenica quasi interamente in zona gialla. Migliora quindi la situazione per Lazio, Piemonte, Marche, Valle d’Aosta, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Liguria e Calabria: tutte queste regioni passeranno da arancioni a gialle. La buona notizia è che l’Rt nazionale – il fattore che calcola la velocità di replicazione dell’infezione – continua a scendere: secondo il calcoli di Istituto superiore di sanità, ministero della Salute e Regioni è ora a 0,84. Un indice decisamente inferiore allo 0,97 calcolato la scorsa settimana (ma anche allora si trattava di un dato in decrescita rispetto a quello del periodo precedente, stabilmente sopra la soglia dell’1). Solo l’Umbria, nel periodo 18-24 gennaio, ha registrato un Rt pari a 1.

“L’epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile”, spiegano i tecnici della Cabina di regia, “qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale”.  L’incidenza a livello nazionale è comunque in calo, perché negli ultimi 14 giorni è passata da 339 casi per 100mila abitanti a 289. Ancora troppo alta, però, per permettere il ripristino dell’identificazione dei casi – con tracciamento dei contatti – sul territorio nazionale per intero. Quanto al rischio, è considerato “alto” solo in Umbria, in 10 è “moderato” e per il resto “basso”. Il numero di regioni e province con un tasso di occupazione di terapie intensive sopra la soglia critica scende da 12 a 8, a livello nazionale è del 28% (la soglia critica è al 30%).

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Come funziona il sistema di attribuzione dei colori alle regioni?

Il 5 gennaio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge 1/2021. Nel testo sono contenute le nuove disposizioni stabilite dal Governo per il contenimento e la gestione dell’emergenza COVID-19 nel periodo dal 7 al 15 gennaio.

Tre sono le regole generali, che valgono dunque per tutto il periodo 7-15 gennaio:

  1. il coprifuoco dalle 22 alle 5;
  2. la possibilità di rientrare sempre alla propria residenza, abitazione o domicilio;
  3. il divieto di spostamento in entrata o in uscita tra i territori di diverse regioni o di diverse province autonome, a esclusione di comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Il divieto riguarda qualunque spostamento, a prescindere dal colore della regione in cui ci trova. Quindi, per esempio, se anche due regioni confinanti fossero gialle, fino al 15 gennaio non sarebbe mai possibile spostarsi da un territorio all’altro.

Oltre a queste disposizioni, il decreto prevede delle misure diverse a seconda dei giorni considerati.

Il 7 e l’8 gennaio l’Italia rientra in una zona gialla “rafforzata”. Questo significa che tutte le regioni si collocano indistintamente in zona gialla. Le regole sono le stesse previste dal dpcm del 3 dicembre (a esclusione del punto 3 poco sopra):

  • ci si può muovere liberamente, senza autocertificazione, all’interno del confine regionale, ma con obbligo di indossare la mascherina all’aperto e rispettando le norme di distanziamento sociale;
  • fino alle 18 sono aperti bar e ristoranti, con estensione dell’orario di asporto e domicilio fino alle 22;
  • i negozi e i centri commerciali possono rimanere aperti fino alle 20;
  • restano chiusi cinema, teatri, musei, piscine e palestre.

Il 9 e il 10 gennaio tutte le regioni italiane sono invece di colore arancione:

  • ci si potrà muovere liberamente, senza autocertificazione, solo all’interno del proprio comune. Rimane comunque in vigore la regola che permette a chi abita in paesi con meno di 5000 abitanti di spostarsi fuori comune ed entro 30km, ma non verso i capoluoghi di provincia;
  • i bar e ristoranti saranno chiusi, ma con possibilità di asporto e domicilio fino alle 22;
  • i negozi potranno rimanere aperti fino alle 20;
  • chiusi i centri commerciali, a esclusione dei negozi considerati “essenziali”: farmacie, parafarmacie, edicole, punti vendita di generi alimentari e tabaccherie al loro interno.

Ciò che accadrà da lunedì 11 gennaio è ancora incerto. Tutto dipenderà infatti dal report sull’andamento dell’epidemia che verrà pubblicato domani dall’Istituto Superiore di Sanità e sulla base del quale verrà definito quali regioni si collocheranno in zona gialla (Rt inferiore a 1), arancione (Rt pari o superiore a 1 ma inferiore a 1,25) e rossa (Rt pari o superiore a 1,25).

La suddivisione dell’Italia nei tre colori dipende dal “Sistema della valutazione del rischio”, meccanismo basato su ventuno indicatori che permettono di analizzare, elaborati i dati disponibili, il rischio epidemico in ciascuna regione. L’art 2 del decreto 1/2o21 stabilisce che è un’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza a collocare in zona arancione o rossa le regioni che avranno un’incidenza di contagi pari almeno a 50 casi per 100mila abitanti.

Secondo l’ultimo monitoraggio della cabina di regia dell’ISS, tra il 21-12 e il 27-12 dicembre:

«l’incidenza in Italia rimane ancora molto elevata e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Inoltre, si continua ad osservare nella maggior parte delle Regioni/PPAA un rischio Moderato o con alta probabilità di progressione a rischio Alto di una epidemia non controllata e non gestibile. Tale situazione conferma la necessità di mantenere nel tempo la linea di rigore delle misure di mitigazione adottate nel periodo delle festività natalizie».

Cliccando qui è possibile consultare i dati aggiornati.

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Lo storico: cosa è successo dal 7 gennaio 2021 al 10 gennaio 2021?

Dal 7 gennaio 2021 si torna al precedente sistema, ossia quello che prevede colori diversi per ciascuna regione a seconda del livello di rischio. Di che colore saranno, dunque, le singole regioni italiane dal 7 gennaio in poi?

Il Consiglio dei Ministri n.88 del 4 gennaio 2021 alle 21 ha deliberato che le regioni italiane saranno tutte “zona arancione” nel weekend 9 e 10 gennaio 2021.

Il 7 gennaio e l’8 gennaio, e poi la settimana successiva, dall’11 al 15 gennaio 2021, ci sarà il divieto di spostamento fra le varie regioni.

Com’era la situazione al 29 dicembre 2020

Prima di Natale le regioni erano quasi tutte gialle, con poche eccezioni, ma probabilmente dal 7 gennaio, quando si cercherà di tornare a una sorta di normalità, ci saranno alcune regioni arancioni. Per ora sembrerebbero due quelle particolarmente a rischio: il Veneto e la Puglia.

Il Veneto, infatti, è la regione che in questi giorni sta costantemente registrando il numero più alto di nuovi contagi tra tutte le regioni italiane, ma bisogna sottolineare un elemento che ha fatto notare anche lo stesso Presidente Luca Zaia: il Veneto è anche la regione, insieme con il Lazio, che sta continuando a effettuare numerosi tamponi, almeno 10mila al giorno, quindi è normale che trovi più casi di positività, al contrario di altre regioni da sempre a rischio, come la Lombardia, che di tamponi ne fa ora poco più di 5mila al giorno.

Per quanto riguarda la Puglia, invece, il numero di nuovi contagi è sostanzialmente contenuto, per esempio ieri a fronte di 4.147 tamponi sono stati individuati 645 nuovi contagi e evidenti differenze tra le singole province: se, infatti, le province di Bari e Foggia ne registrano oltre 200 a testa, in particolare 219 in provincia Bari e 269 in provincia di Foggia, le altre province ne registrano molti meno, ossia solo ieri 86 in provincia di Lecce, 30 in quella di Brindisi, 16 in quella di Taranto e 18 in quella di BAT.

È dunque una situazione piuttosto disomogenea, ma il problema in Puglia non è tanto quello del numero di nuovi contagi, che comunque continua a salire notevolmente, quanto la situazione degli ospedali, dove si registra un picco di aumento dei ricoveri in terapia intensiva in controtendenza con il dato nazionale che è invece in discesa.

Nell’ultimo report dell’ISS le regioni considerate a rischio alto erano, oltre a Puglia e Veneto, anche Liguria, Marche e Umbria, mentre a rischio moderato venivano indicate Emilia-Romagna, Molise, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Trento. Tutte queste saranno dunque osservate speciali da qui al 6 gennaio per capire se dichiararle gialle o arancioni dal 7 gennaio.

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