No alle feste private in casa: la differenza tra divieti e indicazioni del nuovo Dpcm

Feste private in casa e fuori, le novità

Tra le indicazioni più discusse e criticate del nuovo Dpcm anti Covid c’è quella relativa alle feste in casa. Il governo non le vieta ma raccomanda caldamente di evitarle. Non è un’obbligo ma una norma di buon senso che andrebbe rispettata per il bene di tutti, viste le evidenze delle ultime settimane sulla crescita dei focolai domestici allargati: dalla famiglia allargata non convivente o dal gruppo dei pari proviene il 75% dei contagi da coronavirus Sars-CoV-2.

Matrimoni e simili: nuovi divieti e regole

Dopo le aperture totali dell’estate, dai ricevimenti alle discoteche, ora sono vietate – e questo è sì un obbligo – le feste private in sale da ballo, ludoteche e altri locali, all’aperto o al chiuso. Quindi stop a feste per compleanni, lauree e ricorrenze varie.

C’è una deroga per i ricevimenti relativi a battesimi, matrimoni, comunioni e simili: per questa fattispecie di feste private il numero massimo di invitati può essere pari a 30 persone. In ogni caso il ricevimento deve prevedere obbligatoriamente il servizio al tavolo, perché i buffet sono vietati. Chi non rispetta le norme, clienti e gestori dei locali, dovrà fare i conti con sanzioni salate.

No alle feste in casa: le nuove indicazioni

E queste sono le feste all’esterno. E le feste in casa? Secondo il nuovo il Dpcm nelle abitazioni private, per evitare pericolosi assembramenti, non si devono invitare più di 6 persone esterne ai conviventi, cioè esterne al nucleo familiare: l’indicazione vale quindi anche per congiunti e parenti non conviventi, oltre che per amici e conoscenti.

Per intenderci anche il pranzo della domenica è assolutamente da evitare perché, come chiarito dal governo, è “fortemente raccomandato di evitare feste e di ricevere persone non conviventi di numero superiore a 6”. Ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha precisato che ovviamente non manderà la polizia a spiare a casa.

Ma che succede a chi, non rispettando le indicazioni, organizza una festa privata, una cena o un aperitivo in casa, con 10-15 persone? Praticamente nulla, perché non sono previste per questi casi sanzioni amministrative come per gli altri divieti, come la multa da 400 a 1000 euro prevista per l’obbligo di mascherina all’aperto.

Mascherina che secondo l’appello del governo va indossata anche in casa quando si ospitano persone al di fuori della famiglia in senso stretto: se non sono conviventi, che siano fratelli, sorelle, figli o nipoti nulla cambia, sempre nell’ottica di proteggersi e di proteggere i propri cari specie nei casi di soggetti immunodepressi o in età avanzata.

Nuovo Dpcm e sanzioni

Violare divieti e obblighi previsti nel nuovo Dpcm comporta, a partire dalla mezzanotte di ieri, multe da 400 a 3000 euro, sia per responsabilità dolosa che colposa. Gli unici casi in cui ci si salva dalla sanzione riguardano l’errore incolpevole o se la norma è stata disattesa per necessità, per adempimento di un dovere, esercizio di legittima facoltà o legittima difesa. Sempre che l’illecito non costituisca reato penale.

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