Il DPCM 6 marzo-6 aprile è già vecchio: si valutano nuove restrizioni

Il DPCM che entra in vigore domani è già vecchio: in arrivo coprifuoco anticipato, divieto di visite e centri commerciali chiusi

Il virus corre e il DPCM che entrerà in vigore domani, sabato 6 marzo, e che sarà in vigore fino al 6 aprile, è già superato dalla curva dei contagi. Il primo decreto firmato dal nuovo premier Mario Draghi, dunque, sta sperimentando le stesse, identiche, difficoltà di chi lo ha preceduto, a conferma che purtroppo con il Covid-19 non si possono fare programmazioni a lungo termine. A preoccupare particolarmente la comunità scientifica, ma anche governo e regioni sono le terapie intensive, i cui ricoverati sono in crescita costante ormai da diversi giorni (ieri toccata quota 2.475). Ci si avvicina a grandi falcate, insomma, alla soglia di allerta dei 3.000, ma non è l’unico fattore che preoccupa.

Nuove restrizioni già prima del 6 aprile?

I dati sui contagi, con la Lombardia ancora capofila, conferma la risalita della curva epidemiologica, tanto che i sanitari si sono affrettati a chiedere un lockdown totale di 3-4 settimane. Siamo ormai nel mezzo della terza ondata, insomma, ma al momento da Roma l’ipotesi di una chiusura totale continua ad essere dribblata, ma si valutano attentamente limitazioni superiori a quelle contenute nel DPCM che entrerà in vigore domani. I prossimi 15 giorni saranno decisivi in sostanza, ma può darci che modifiche al primo decreto Draghi avvengano anche con anticipo.

Coprifuoco, negozi, spostamenti e visite: cosa può cambiare

Al momento stanno “tamponando” gli amministratori locali con provvedimenti per zone. Le scuole rappresentano uno snodo importante, in questo caso, con l’aumento esponenziale di presidenti di regione pronti a chiuderle nuovamente fino a giorni migliori. Dopo la Puglia, anche Lombardia e Calabria sono pronte ad ordinanze che impongano didattica a distanza per ogni ordine e grado di istruzione, indipendentemente da quello che dice il DPCM Draghi. E non è tutto, perché se la curva non accennerà ad abbassarsi nei prossimi giorni, nelle stesse regioni in cui ci sarà la chiusura totale delle scuole, si andrebbe verso l’abbassamento delle serrande per negozi ed esercizi commerciali. Un lockdown mascherato, insomma, considerato che in zona rossa sono già stati chiusi parrucchieri, barbieri e centri estetici.

Tra le altre ipotesi al vaglio, secondo quanto riporta Corriere.it, c’è anche quella di anticipare il coprifuoco dalle 22 alle 20. Un’ipotesi già presa in considerazione prima di firmare il DPCM 6 marzo, ma è già una delle correzioni sulla lista del governo, assieme a quella relativa ad un ulteriore stretta sugli spostamenti non espressamente necessari (salute e lavoro). Si valuta anche la limitazione delle visite a parenti ed amici, tranne che nelle zone gialle.

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