Milioni di dosi del vaccino di AstraZeneca ferme negli USA mentre l’Europa ne ha bisogno

Gli USA non approveranno presto il vaccino di AstraZeneca, ma 30 milioni di dosi sono già pronte all’uso mentre l’UE ne ha disperato bisogno.

La campagna di vaccinazione contro il COVID-19 in Europa sta procedendo a rilento e il motivo principale è da ricercare nei ritardi delle consegne delle dosi di vaccino che le case farmaceutiche stanno accumulando di settimana in settimana nonostante le promesse in fase di firma dei contratti. Al contrario gli USA dispongono di dosi in abbondanza, anche di quelle di AstraZeneca che non prevedono di utilizzare.

Il piano vaccini italiano, aggiornato al 3 marzo scorso, stima l’arrivo nel nostro Paese di 15,6 milioni di dosi di vaccino – AstraZeneca, Pfizer/BioNTech e Moderna – nel primo trimestre del 2021 e ad oggi, a due settimane dalla fine di marzo, ne ha ricevute poco più di 7 milioni, meno della metà di quelle promesse.

piano vaccini italia marzo 2021

Le aziende farmaceutiche non fanno che sostenere di essere in difficoltà e la stessa AstraZeneca, su cui l’Italia ha puntato molto con 40 milioni di dosi per tutto il 2021, ha ammesso nei giorni scorsi di star facendo il possibile per rispettare gli accordi. Eppure ci sono 30 milioni di dosi pronte all’uso che potrebbero essere subito distribuite in Europa, ma che a conti fatti stanno prendendo la polvere negli Stati Uniti.

Prima gli USA (dove il vaccino di AstraZeneca non è stato approvato), poi il resto del Mondo

La campagna vaccinale negli Stati Uniti sta procedendo a pieno ritmo, ma senza il supporto di AstraZeneca. Sono tre, infatti, i vaccini approvati negli USA – Pfizer/BioNTech, Moderna e Johnson&Johnson – e per quello messo a punto da AstraZeneca non è stata ancora richiesta l’autorizzazione all’utilizzo neanche in emergenza perchè la fase 3 è ancora in corso negli USA e le tempistiche sono destinate ad allungarsi. Il problema, però, è che AstraZeneca ha già prodotto negli stabilimenti degli Stati Uniti oltre 30 milioni di dosi che non verranno somministrate nel prossimo futuro e che gli Stati Uniti preferiscono conservare nel caso in cui dovessero servire loro.

Il New York Times riferisce che sono in corso delle discussioni tra l’amministrazione Biden, le autorità sanitarie e la stessa AstraZeneca sul destino di quelle dosi pronte all’uso. Fonti di AstraZeneca riferiscono di aver chiesto a Biden di poter destinare quelle dosi all’Unione Europea, ma quella richiesta sarebbe stata rifiutata, così come è stata rifiutata la proposta di inviare quelle dosi, o almeno parte di esse, al Brasile che sta affrontando una situazione simile a quella dell’Unione Europea, o agli amici del Regno Unito che procedono spediti con la campagna di vaccinazione.

Niente da fare. Gli americani vengono prima e dopo quattro anni di promesse non mantenute da parte di Donald Trump, Biden sembra intenzionato a non deludere i cittadini statunitensi con rallentamenti della campagna di vaccinazione. Gli Stati Uniti non sono a corto di dosi, ma guardando al futuro e preferiscono tenere in casa le scorte aggiuntive nel caso in cui dovessero servire.

Joe Biden lo ha chiarito nei giorni scorsi parlando con la stampa: “Se avremo un surplus lo condivideremo col resto del Mondo, ma vogliamo assicurarci di prenderci prima cura degli americani“.

Prima il resto del Mondo, poi i cittadini europei

Al contrario, però, l’Unione Europea non ha mai smesso di esportare dosi di vaccino verso il resto del Mondo, nonostante le conclamate difficoltà nel procurarsi le dosi per rispettare la tabella di marcia della campagna vaccinale in territorio europeo. Nelle ultime settimane dall’UE sono partite 34 milioni di dosi di vaccino verso decine di Paesi del Mondo tra i quali figurano anche gli Stati Uniti di Joe Biden.

Dall’inizio di febbraio ad oggi gli Stati Uniti hanno ricevuto dall’Unione Europea poco meno di un milione di dosi di vaccino – 954mila per la precisione – e nello stesso periodo di tempo il Regno Unito ne ha ricevute oltre 9 milioni sempre da parte dell’UE, che ne ha inviate anche 3,1 milioni in Messico e quasi quattro milioni in Canada.

Al di là degli accordi che le aziende farmaceutiche che producono i vaccini in Europa hanno preso coi vari Paesi del Mondo, le esportazioni dei vaccini necessitano dell’autorizzazione della Commissione Europea che, ad oggi, non ha mai messo la salute dei propri cittadini al primo posto bloccando l’uscita dall’UE delle dosi destinate al resto del Mondo, salvo dare il benestare all’Italia quando ha invocato quella regola e ha bloccato un carico di 250mila dosi di vaccino di AstraZeneca destinato all’Australia.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo più volte in guardia dalle conseguenze del nazionalismo dei vaccini e in molti puntato il dito contro l’Unione Europea, anche se i dati ci dicono che a fronte di quasi 56 milioni di dosi di vaccino distribuite ai Paesi membri dall’inizio della campagna vaccinale ad oggi – dati dell’ECDC – dall’UE sono partite più di 34 milioni di dosi di vaccino verso il resto del Mondo soltanto in queste ultime settimane. 34 milioni di dosi che l’UE avrebbe potuto bloccare ed utilizzare per vaccinare 17 milioni di cittadini e che, invece, ha lasciato uscire nonostante i ritardi della campagna vaccinale europea.

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