De Magistris contro De Luca: “Chiudere le scuole è un errore strategico”

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris in totale disaccordo con il governatore della Campania Vincenzo De Luca sulla chiusura delle scuole.

16 Ottobre 2020 19:08

C’è totale disaccordo, come spesso accade, tra il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e il governatore della Campania Vincenzo De Luca sulla gestione di questa seconda ondata della pandemia da coronavirus. Proprio la Campania, che nella prima ondata era riuscita a cavarsela anche grazie alle misure restrittive immediatamente adottate dalla giunta regionale, è in questi giorni una delle regioni più sotto pressione, tanto che De Luca ha deciso di sospendere, da oggi fino al 30 ottobre, le attività didattiche in presenza nelle scuole primarie, secondarie e nelle Università a eccezione del primo anno.

La decisione di De Luca è stata subito criticata anche da alcuni membri del governo, in particolare dalla ministra della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina e dal Premier Giuseppe Conte, ma oggi è arrivata anche la critica piuttosto aspra del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il quale, senza usare mezzi termini, ha detto chiaramente che De Luca ha commesso un errore strategico:

Non esistono campane di vetro, nemmeno col lockdown perché la maggior parte delle infezioni si fa nelle famiglie. Rinunciare alla scuola troppo presto è un errore strategico, in questo momento la scuola è forse il luogo più sicuro, ma c’è anche una funzione pedagogica.

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De Magistris lo ha detto intervenendo a “L’aria che tira” su La7 e ha spiegato poi meglio il suo punto di vista aggiungendo:

Invece di intervenire sui luoghi dove veramente c’è la diffusione del virus, come se stessimo rinunciando a una passeggiata in campagna, si rinuncia alla scuola che è il luogo dove si fonda una democrazia perché in questi mesi non è stato fatto nulla per rafforzare la sanità pubblica. Perché non ci sono i medici che vanno a casa per visitare i pazienti? Perché De Luca, che è quello che ha preso i soldi, fa il minor numero di tamponi? Perché non ci sono i medici di territorio? Perché non si va a casa delle persone ammalate? Sono queste le domande, non è la scuola che deve essere processata

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