Da domani inizia la fase due nel Regno Unito. Il piano del Governo

L’8 marzo, dopo 12 settimane, il primo allentamento delle restrizioni. Il 12 aprile inizia invece la fase due nel Regno Unito. Cosa prevede il piano?

Inizia la fase due per il Regno Unito. Dal 12 aprile riapriranno i servizi non essenziali come negozi, parrucchieri e palestre. Come annunciato dallo stesso Governo, la capacità di riaprire dipende dall’andamento della campagna vaccinale. A oggi in UK sono state vaccinate più di 39 milioni di persone, di cui 32 milioni solo con la prima dose. Il numero di vaccinati corrisponde al 60% della popolazione.

Percentuale di popolazione che ha ricevuto il vaccino. Fonte: governo UK

La strategia del Regno Unito

Il governo britannico, guidato da Boris Johnson, aveva già comunicato a fine febbraio quali sarebbero state le tappe della riapertura. Come precisato nel documento COVID-19 Response: Spring, si tratta di un «piano di azione che prevede un progressivo e cauto allentamento delle restrizioni, partendo da scuole e università». La strategia del Paese, in lockdown dall’inizio di gennaio, è quella di procedere per fasi, bilanciando l’andamento epidemiologico con la salute dei cittadini e la tenuta economica di imprese e famiglie. Si tratta di una riduzione delle misure di contenimento da applicare in modo omogeneo a tutto il Paese, attuando ciascuna fase per almeno cinque settimane.

«Ci vogliono circa quattro settimane affinché i dati mostrino gli effetti dell’allentamento delle restrizioni e il Governo comunica al pubblico eventuali cambiamenti con una settimana di anticipo. Per questa ragione, ogni fase durerà almeno cinque settimane».

Prima di passare a un nuovo periodo di riaperture, il Governo valuterà inoltre l’andamento, nella fase precedente, di quattro indicatori. Nel documento si parla di “quattro test”:

  1. prosecuzione favorevole della campagna vaccinale;
  2. efficacia dei vaccini nella riduzione delle ospedalizzazioni e dei decessi;
  3. incidenza epidemiologica non in grado di determinare pressione sul sistema sanitario nazionale;
  4. valutazione del rischio non mutata a causa di varianti o di altri problemi.

Qui puoi trovare il piano adottato nel Regno Unito.

Fase 1: riapertura delle scuole

Il ritorno alla didattica in presenza è stato definito dal Governo UK come una «priorità nazionale». Per questa ragione la prima fase di allentamento delle restrizioni – avviata l’8 marzo – ha riguardato la riapertura delle scuole elementari, medie e superiori, accompagnata dalla possibilità di svolgere attività fisica all’aperto. «La trasmissibilità del COVID-19 all’aria aperta è significativamente inferiore rispetto a quanto accade in spazi chiusi. Questa decisione comporta dunque una maggiore libertà alle persone, minimizzando nel contempo i rischi», si legge nel documento.

Il secondo step della prima fase è stato avviato il 29 marzo, dando la possibilità alle famiglie di incontrarsi all’aperto, per un massimo di 6 persone (ma rimanendo sempre vietato qualunque incontro nei luoghi chiusi). Il perché di questa possibilità viene spiegato: «nel momento in cui inizierà la fase uno (il documento è stato pubblicato a febbraio, ndr) coloro che hanno più di 70 anni e le persone fragili avranno ricevuto almeno la prima dose del vaccino».

Fase 2: riapertura delle attività non essenziali

Si avvia il 12 aprile la fase due nel Regno Unito. Riaprono alcune attività che prevedono incontri in luoghi chiusi:

  • parrucchieri e saloni di bellezza;
  • palestre e spa, ma non le saune;
  • biblioteche;
  • centri di aggregazione;
  • allenamenti per al massimo 15 persone (esclusi i bambini sotto i 5 anni, che possono incontrarsi senza limiti di numero).

Sarà inoltre possibile pranzare e cenare in bar e ristoranti, all’esterno, senza coprifuoco, ma limitatamente al servizio al tavolo. Accesso consentito inoltre anche a zoo, parchi a tema, drive-in sia per film che per eventi dal vivo.

Fase 3: riparte il settore dell’intrattenimento

Il 17 maggio si avvia in UK la terza fase di uscita dal lockdown, con la riapertura di molte delle attività considerate ad “alto-rischio”. Oltre a quanto previsto per le precedenti fasi, si aggiungono dunque: servizio al chiuso per bar e ristoranti; musei, cinema e aree giochi per bambini; hotel, ostelli e bed&breakfast; attività sportive di gruppo svolte all’esterno. Uno dei punti più rilevanti è rappresentato dall’avvio di eventi che coinvolgono un gran numero di persone come conferenze, performance in teatro, concerti e appuntamenti sportivi.

«Saranno ammessi eventi al chiuso a partire da mille persone o comunque al 50% della capacità massima di capienza del luogo, così come con 10mila persone, rappresentando non più del 25% di capienza del luogo».

Per questi eventi è previsto l’avvio di alcuni test. L’Event Research Programme, task force composta da scienziati ed esperti, si occuperà di esaminare se e come eventi di grandi dimensioni possano svolgersi in sicurezza e riducendo il distanziamento sociale.

Fase 4: ritorno alla normalità

L’ultima fase prevista è quella che dovrebbe permettere al Regno Unito e ai cittadini britannici di avvicinarsi realmente a una vita pre COVID-19. Secondo quanto previsto dalla strategia di azione del Governo, dal 21 giugno verranno rimossi i limiti al distanziamento sociale, provvedendo inoltre alla riapertura delle discoteche e di eventi che coinvolgono un numero molto alto di persone (come i matrimoni). Anche in questo caso, verrà condotto uno studio per verificare come svolgere questi eventi riducendo al minimo il rischio di infezioni.

Ancora incerta invece la data per i viaggi internazionali.

«Il Governo ha l’obiettivo di permettere che i viaggi internazionali si svolgano nel massimo della sicurezza. Quando sarà possibile fare ciò, il Regno Unito sarà di nuovo una destinazione possibile per i visitatori di tutto il mondo. Ma nel breve termine il Governo procederà con la campagna di vaccinazione, limitando al massimo il rischio di importazione delle varianti».

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