Covid: smart working e scaglionamento orari per alleggerire i trasporti

Il governo è al lavoro per alleggerire i trasporti pubblici: lo ha confermato il ministro della Salute, Roberto Speranza durante un’audizione in Parlamento

Non c’è stato il tanto atteso intervento nel nuovo Dpcm, ma quello dei trasporti rimane un nodo fondamentale per il contenimento della pandemia. Durante l’ultimo Consiglio dei Ministri è stata avanzata l’ipotesi di chiudere le scuole superiori e passare alla didattica a distanza, ma il provvedimento non ha trovato il parere favorevole della ministra Azzolina e non se n’è fatto nulla. Sta di fatto che tra le nuove misure non può non esserci un provvedimento che riduca la presenze su autobus e metropolitane, in cui allo stato attuale delle cose è quasi impossibile mantenere il distanziamento.

Speranza: “Smart working e ingressi differenziati a scuola”

La questione trasporti è al momento tema di dibattito tra il governo centrale e le Regioni, anche se la soluzione non è stata ancora trovata. Lo conferma il ministro della Salute, Roberto Speranza, che stamane ha parlato durante un’audizione alla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. “Quello del trasporto pubblico urbano è un tema vero: oggi c’è una riunione tra tutti gli assessori regionali ai Trasporti e i ministri competenti. Noi – continua il ministro – verificheremo le situazioni e le condizioni, al momento la mia opinione è che dobbiamo provare a lavorare soprattutto su due ambiti: favorire la possibilità di un rafforzamento dello smart working, che può essere ulteriormente implementata e utilizzata in questa fase; e provare ad incentivare e rafforzare ancora di più le differenziazioni di accesso e ingresso negli uffici pubblici e nelle scuole”.

Insomma, si sta studiando una formula per portare lo stesso numero attuale di studenti, a scuola in orari diversi, in modo da evitare assembramenti e l’affollamento dei mezzi. La didattica a distanza, conferma indirettamente Speranza, per ora non è un’opzione, se non nei casi di emergenza dettati da casi di positività nei singoli istituti. “Partirei da queste due strade, provando a non entrare immediatamente nelle questioni che riguardano la scuola, che è considerata dal governo una priorità assoluta. Tutto ciò che si può mettere in campo per affrontare il tema legittimo dei trasporti va fatto partendo da altro rispetto alla scuola. Poi – conclude – chiaramente l’evoluzione epidemiologica chiederà valutazioni in corso settimana dopo settimana”.

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