Covid: il crollo dei ricoveri grazie ai vaccini, l’esempio scozzese

Il vaccino funziona, lo dicono i dati provenienti da Israele e anche quelli più recenti della Scozia: l’equazione è più dosi e meno ricoveri

Dopo gli ottimi dati provenienti da Israele (crollo del 94% dei sintomatici), anche dal Regno Unito giungono buone notizie sull’impatto dei vaccini sull’emergenza Covid. I risultati di una ricerca condotta dalla Public Health Scotland sottolineano come dopo 4 settimane dalla prima dose i ricoveri sono diminuiti dell’85% nel caso di somministrazione del vaccino Pfizer e addirittura del 94% con il vaccino AstraZeneca. I dati dello studio sono riportati dalla BBC Online e fanno emergere un quadro estremamente importante in vista dei prossimi mesi: le vaccinazioni degli over 80 hanno portato alla riduzione dell’81% dei ricoveri per questa fascia di età, una di quelle a più alto rischio di morte.

Insomma, dopo i casi di Israele e Scozia c’è un dato incontrovertibile: vaccinarsi riduce sensibilmente il rischio di ammalarsi e/o di finire ospedalizzati, ma lo studio riportato dalla BBC non ha ancora esaminato gli effetti sulla trasmissione. Al momento, dunque, non è possibile affermare se chi si sia vaccinato, oltre ad essere fondamentalmente al riparo da conseguenze gravi, non è in grado di trasmettere la malattia. Inoltre, non è stato sottoposto ad indagine l’aspetto della durata dell’immunità, che dovrebbe diminuire nel tempo, ma non è dato sapere con quali tempistiche.

Scozia: i vaccini fanno crollare i ricoveri

In attesa di avere novità da questo versante, è importante sottolineare che i dati del progetto EAVE – che ha messo sotto la lente di ingrandimento gli 1,14 milioni di vaccini somministrati tra l’8 dicembre e il 15 gennaio – sono più spettacolari. Incrociando i numeri dei vaccinati con i ricoverati, è emerso che degli 8000 ricoveri nel periodo di riferimento, solo 58 erano stati vaccinati almeno 4 settimane prima. Risultati impressionanti che potrebbero essere decisivi per la scelta da parte del governo italiano di adottare lo stesso approccio britannico.

La strategia del Regno Unito prevede il ritardo di 3 mesi della seconda dose del vaccino e i dubbi sull’immunità con una sola vaccinazione sono stati fugati rapidamente. Una prima dose, che sia di Pfizer o di AstraZeneca, impedisce alla maggior parte delle persone di ammalarsi, quindi meglio coprire un numero più alto di popolazione, piuttosto che frenare per somministrare la seconda dose ad una sola parte. Il governo Draghi è per questo orientato a copiare la via tracciata da Boris Johnson.

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