COVID-19, Speranza: “La priorità è la salute, non il calcio”

Il Ministro Speranza frena sulla riapertura degli stadi: “La linea della prudenza ci ha portato a una situazione che è migliore di altri Paesi”.

La curva dell’epidemia in Italia è in salita ormai da settimana e appare ormai evidente – e sarà ancora più chiaro quando arriverà il nuovo DPCM con le nuove restrizioni – che il percorso di ritorno alla normalità avviato dall’Italia dopo la fine del lockdown deve essere interrotto.

Il ministro della Salute Roberto Speranza lo ha messo bene in chiaro oggi durante la sua partecipazione a Mezz’ora in più su Rai 3. L’Italia sta rischiando e tutti gli interventi in programma dovranno essere finalizzati a tutelare la salute pubblica. Certo, è necessario prendersi dei rischi per non bloccare il Paese, ma questo secondo il Ministro va fatto per le cose prioritarie, come la scuola, e non per lo sport.

Sono contrario alle proposte di aprire gli stadi a migliaia di persone perché questo esporrebbe le persone a un rischio vero. Se dobbiamo correre un rischio perché le scuole riaprono sono d’accordo, ma se dobbiamo correrlo per portare decine di migliaia di persone allo stadio sono contrario. E’ un rischio che non possiamo permetterci. Sono della linea della prudenza, che non significa non fare le cose, ma farle passo dopo passo. La linea della prudenza ci ha portato a una situazione che è migliore di altri Paesi.

Calcio e COVID-19: nessun focolaio tra gli eventi con pubblico

Da giorni il mondo del calcio italiani è in allerta per la questione COVID. La situazione del Genoa, con la quasi totalità della squadra positiva al COVID-19, resta per ora un caso anomalo e isolato, ma la vicenda del Napoli dovrebbe invitare alla cautela. È vero anche, però, che ad oggi non esiste una casistica di focolai di COVID-19 legata ad eventi sportivi. Anche nei casi in cui si sono svolti eventi con pubblico, il rispetto delle misure anti-COVID sembra non aver dato origine a focolai di rilievo.

Vero è, però, che fino a poche settimane fa la curva dell’epidemia non era salita come accaduto negli ultimi giorni e ogni discussione sulla riapertura degli stadi ad un pubblico più ampio deve fare i conti con la situazione attuale. E Speranza preferisce puntare altrove l’attenzione:

Il Cts in tutta sicurezza ha disposto delle norme che consentono al campionato di andare avanti. Ma penso che in questo Paese stiamo parlando troppo di calcio e troppo poco di scuola, La priorità deve essere altra. Lo dico persino da tifoso. Attenzione a dare le priorità, che non possono essere il calcio o gli stadi. La priorità è la salute delle persone.

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