COVID-19 e sci: la proposta degli esercenti funiviari per salvare la stagione

Salvare la stagione degli sci durante l’epidemia di COVID-19 si può? La proposta degli esercenti funiviari al governo e al CTS per riprendere l’attività.

La tradizionale “settimana bianca” che migliaia di cittadini in Italia si concedono ogni anno durante le festività natalizie è seriamente a rischio a causa della pandemia di COVID-19, così come sono a rischio anche dei semplici fine settimana in montagna: le piste da sci e gli impianti sciistici sono chiusi per ordine del governo e il rischio non ci saranno cambiamenti a partire dal 4 dicembre è più che concreto.

Anche se la situazione in Italia sta lentamente migliorando, questo è il momento di non abbassare la guardia e le immagini che negli ultimi mesi sono arrivate da alcuni impianti sciistici in Italia sono state tutt’altro che confortanti. Questo cambierà presto, lo assicurano Federturismo Confindustria e l’Associazione Nazionale degli Esercenti Funiviari (ANEF) in una lettera inviata in queste ore al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini.

La filiera dell’industria della neve in Italia incassa 1 miliardo e 200 milioni di euro ogni anno, un terzo dei quali soltanto durante il periodo natalizio, quando moltissimi italiani e non solo sono in vacanza fino alla prima settimana di gennaio. E questo senza contare il personale impegnato ogni anno nei vari settori, almeno 120mila addetti di cui il 75-80% stagionali che, senza l’avvio della stagione sciistica, saranno costretti a restare a casa.

COVID-19 e sci: la proposta dell’ANEF

Da qui non soltanto l’appello al governo e far ripartire la stagione sciistica in Italia, ma anche una proposta concreta affinché questo avvenga nel massimo rispetto delle misure di contenimento dell’epidemia in vigore in tutto il Paese.

La “Proposta di linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali” sarà sottoposta oggi alla Conferenza delle Regioni e successivamente al Governo e al Comitato Tecnico Scientifico.

La soluzione proposta è quella di piste a numero chiuso – 50% della capienza – e niente sci nelle zone rosse per gli sciatori amatoriali. Valeria Ghezzi, presidente dell’ANEF, ha dichiarato al TG1 che l’obiettivo è quello di introdurre un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili a seconda della Regione, così da limitare la presenza dei cittadini senza uccidere la stagione turistica:

Quale misura preliminare, è necessario limitare il numero massimo di presenze giornaliere mediante l’introduzione di un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili, determinato in base alle caratteristiche della stazione con criteri omogenei per Regione o Provincia Autonoma o comprensorio sciistico da definire successivamente, sentiti anche i rappresentanti di categoria, concordati con i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali competenti per territorio.

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