Coronavirus: Speranza convoca il CTS | Azzolina: “Calano i focolai nelle scuole”

Sabato concitato per il governo: il ministro Speranza convoca il CTS per le nuove misure restrittive, la Azzolina difende la scuola

Sarà un sabato di grande lavoro per il governo, che sta predisponendo nuove misure restrittive per il contenimento dei contagi. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha convocato per le 15:30 il Comitato Tecnico Scientifico. Sulla base del parere degli esperti, si prenderanno decisioni più o meno drastiche. Si parla di un lockdown nazionale a partire dalle 18, oppure la chiusura di piscine, palestre e la chiusura anticipata dei locali di ristorazione, ma non si escludono altri provvedimenti, che potrebbero riguardare anche le scuole.

Azzolina: “Giù i focolai nelle scuole”

Scuole che la ministra Lucia Azzolina continua a difendere. Attraverso i propri canali social, la titolare dell’Istruzione sottolinea che i focolai nelle scuole siano in diminuzione. Il problema, insomma, non sono gli istituti, perché al loro interno gli studenti sono al sicuro. Le criticità sono fuori dai cancelli e sui mezzi pubblici, per i quali non c’è stata una strategia rigorosa. “Il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità – scrive Azzolina – dice che la trasmissione del virus dentro le scuole è ancora limitata: i focolai a scuola nella settimana 12-18 ottobre sono solo il 3,5% di tutti i nuovi focolai che si registrano nel Paese. Ma il dato più sorprendente è un altro: la settimana precedente (5-11 ottobre) erano il 3,8%. Quindi il numero di focolai dentro le scuole è addirittura sceso, in proporzione al totale”.

Bassetti: “Non ci sono criteri per i ricoveri”

Sempre via social network, arriva però l’allarme dell’infettivologo Matteo Bassetti, che sta assistendo agli ospedali presi d’assalto: “Si è verificato esattamente quello che pensavo. La gente è terrorizzata – sottolinea – e per la paura corre in ospedale, anche quando non ce ne sarebbe la necessità. Non ci sono criteri nazionali condivisi per chi ricoverare. Risultato? I nostri ospedali e i nostri Pronto soccorso sono allo stremo perché si mischiano i casi di chi ha veramente bisogno dell’ospedale con quelli che potrebbero essere seguiti a casa. Ci sono casi gravi e impegnativi, ma rispetto a marzo sono la minoranza. Speriamo – conclude – che qualcuno mi ascolti”.

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