Conte: “Il 7 gennaio rientro a scuola”

Il tutto “nel segno della flessibilità: è l’unica possibilità che abbiamo per evitare criticità che si concentrano anche sui trasporti”, dice il premier

23 Dicembre 2020 17:33

Il governo è alacremente al lavoro per il ritorno a scuola. Lo ha chiarito il premier Giuseppe Conte in un’intervista a Porta a Porta: “Con le prefetture a livello provinciale c’è un tavolo dei ministri da giorni per coordinarsi e trovare soluzioni flessibili” per il rientro tra i banchi. “Ho raccomandato perché ci sia un’apertura differenziata scuola per scuola, paese per paese”.

Il tutto: “Nel segno della flessibilità: è l’unica possibilità che abbiamo per evitare criticità che si concentrano anche sui trasporti. Dobbiamo ripartire con la didattica al distanza almeno al 50% per le scuole superiori di secondo grado, con il massimo di flessibilità” dice Conte.

Il presidente del Consiglio, in un videomessaggio realizzato con i leader degli altri 26 paesi Ue, ha parlato anche di vaccini: “Il Natale alle porte rappresenta un momento di serenità per le nostre comunità, ma allo stesso tempo siamo chiamati proprio ora a mantenere alta la guardia. Perché la pandemia ha comportato un costo umano devastante e ha messo a dura prova le nostre abitudini. Questo sarà un Natale diverso, ma lo sviluppo dei vaccini e il loro lancio a breve sono più di un segnale di speranza per tutti noi”.

A proposito del Recovery plan, con Italia Viva che sembra averla spuntata sulla cabina di regia, Conte ha aggiunto: “La task force, come struttura centralizzata che avrebbe sopravanzato e prevaricato i ministeri, è stata superata perché non è mai esistita. Una struttura di monitoraggio ce la chiede l’Europa, è prevista a pagina 36 delle linee guida dell’Ue per aggiornare l’Europa. Avremo migliaia di cantieri: pensare che non ci sia una struttura di monitoraggio è impensabile”.

Il tempo stringe ma il governo è pronto ad accelerare: “Non possiamo permetterci di ritardare, per questo ho invitato le delegazioni ad affrettare l’esame della documentazione e ritrovarci tra Santo Stefano e capodanno per andare avanti ed avviare poi il confronto con le parti sociali. Non dobbiamo indugiare oltre. Abbiamo l’obiettivo di chiudere entro l’anno il documento di aggiornamento sullo stato dell’arte” del Recovery plan. “È importante farlo perché poi si potrebbero accumularsi dei ritardi che oggi non ci sono. Poi dobbiamo confrontarci con la società civile e le parti sociali, nuove generazioni, mondo femminile” spiega ancora Conte, delineando la road mad che porterà alla definizione del Recovery plan.

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