Cashback di Natale: ecco perché i fondi potrebbero non bastare per tutti

Sono oltre 4 milioni gli italiani che hanno aderito al Cashback di Natale: se tutti raggiungessero la soglia rimborso, sarebbero dolori

I fondi stanziati dal governo per il Cashback di Natale potrebbero non bastare per tutti. È quanto emerge analizzando i dati forniti dal governo dopo i primi sei giorni di programma. Il Cashback governativo, lo ricordiamo, è partito lo scorso 8 dicembre e alla data di ieri avevano aderito al programma 4,4 milioni di italiani. Il totale delle transazioni fin qui acquisite e contabilizzate sono 1,6 milioni di euro, mentre gli strumenti di pagamento utilizzati con l’app IO tra carte di credito, pago Bancomat e altri metodi disponibili (è possibile aderire anche senza smartphone) sono 7,5 milioni. Secondo le prime stime fornite da fonti governative, il rimborso maturato nei primi sei giorni del programma è di 17,3 milioni di euro, che saranno distribuiti ai 150.000 italiani che hanno già raggiunto la soglia dei 10 pagamenti elettronici nei negozi fisici.

Cashback Natale: i fondi bastano per tutti?

La media è insomma di circa 3 milioni di euro al giorno di rimborsi maturati, con ancora 16 giorni a disposizione, visto che la scadenza prevista per questa prima fase dell’iniziativa (dal 2021 il programma diventerà stabile e avrà cadenza semestrale) è il 31 dicembre. La proiezione, insomma, mantenendo questa media, dovrebbe essere quella di un rimborso totale di circa 62 milioni di euro, contro i 227,9 milioni stanziati dal governo. Dovrebbe rimanere addirittura una cifra importante nelle casse dello Stato, oltre 150 milioni insomma, ma c’è l’altra faccia della medaglia.

Già ad oggi sono iscritti al programma oltre 4 milioni di italiani (ma nei prossimi giorni aumenteranno sicuramente), ed è assai probabile che molti, oltre i 150.000 che hanno raggiunto la soglia, siano magari molto vicini a raggiungerla. Inoltre, con l’avvicinarsi del Natale, è previsto un aumento degli acquisti per i regali e di conseguenza aumenteranno anche i pagamenti attraverso il Cashback. Il rischio, in sostanza, è che se tutti i 4,4 milioni di iscritti raggiungessero la soglia per i pagamenti, ci sarebbero in sostanza fondi a sufficienza solo per coprirne un terzo. Rimborsare 150 euro a tutti necessiterebbe di un fondo da 660 milioni di euro, contro i 227 milioni attualmente stanziati.

Cosa succede se finiscono i soldi?

Cosa accadrebbe a quei 2/3 di italiani che rimarrebbero fuori dal programma dei rimborsi che, lo ricordiamo, avverranno entro il 28 febbraio 2021? Dovrebbero in sostanza attendere un nuovo stanziamento di fondi, che al momento non sembra essere in programma, trattandosi di una sorta di esperimento in vista del piano cashless (qui la guida) a lungo termine avviato dal governo Conte.

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