Calabria, è Guido Longo il nuovo commissario alla Sanità

Il Consiglio dei Ministri, su consiglio del ministro della Salute Speranza, ha nominato Guido Longo commissario alla Sanità in Calabria.

Il Consiglio dei ministri ha nominato “il dottor Guido Longo quale Commissario ad acta per l’attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario della Regione Calabria”. La lunga telenovela sull’incarico più odiato d’Italia sembra essere giunta a una conclusione.

Guido Nicolò Longo è in quiescenza dopo essersi congedato dai ranghi dei servitori dello Stato e da prefetto di Vibo Valentia. Ora viene chiamato a ricoprire un incarico tutt’altro che semplice, anche se proprio oggi la Calabria ha ricevuto una buona notizia: dal 29 novembre smetterà di essere una zona rossa e diventerà arancione.

Prima di essere prefetto di Vibo Valentia (è andato in pensione due anni fa), Guido Longo è stato questore di Caserta, Reggio Calabria e Palermo. È stato lo stesso Premier Giuseppe Conte a confermare lassa nomina:

Il nuovo commissario per la sanità calabrese è il prefetto Guido Longo. Un uomo delle istituzioni che ha già operato in Calabria, sempre a difesa della legalità.

Il nome di Guido Longo è stato presentato oggi al Consiglio dei Ministri ovviamente dal Ministero della Salute. Roberto Speranza non può più fare passi falsi dopo le figuracce rimediate con i predecessori di Longo, ossia Saverio Cotticelli e Giuseppe Zuccatelli, dopo il “no” di Eugenio Gaudio perché la moglie non vuole trasferirsi a Catanzaro, dopo il “balletto” attorno al nome di Gino Strada e infine dopo la bocciatura di Agostino Miozzo, il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, che per ricoprire l’incarico di commissario della Sanità ha richiesto troppi poteri e il governo non ha voluto concederglieli optando per un altro nome, quello di Longo appunto.

Longo è stato anche investigatore della squadra mobile nelle sezioni Narcotici e Omicidi e alla Direzione investigativa antimafia (Dia), occupandosi, tra l’altro, anche dell’attentato a Giovanni Falcone del 23 maggio 1992. La carriera da questore è iniziata nel 2009, da Caserta, mentre nel 2017 è diventato prefetto a Vibo Valentia, ma l’incarico è durato poco perché poi è andato in pensione.

Che cosa farà Guido Longo in Calabria

Nella delibera del Consiglio dei Ministri viene spiegato in che cosa consiste l’incarico di Guido Longo in Calabria in qualità di commissario alla Sanità. Nel testo, infatti, si legge che l’ex prefetto ha “l’incarico prioritario di attuare i Programmi operativi 2019-2021 di prosecuzione del Piano di rientro nonché di tutti gli interventi necessari a garantire, in maniera uniforme sul territorio regionale, l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza, appropriatezza, sicurezza e qualità, nei termini indicati dai Tavoli tecnici di verifica, ivi compresa l’attuazione del decreto legge 10 novembre 2020 n. 150”.

Tra gli interventi di cui Longo dovrà occuparsi ci sono:

  • l’adozione di ogni necessaria iniziativa al fine di ricondurre il livello di erogazione dei livelli essenziali di assistenza agli standard di riferimento, in particolare con riguardo all’adesione agli screening oncologici, all’assistenza territoriale e alla qualità e sicurezza dell’assistenza ospedaliera;
  • il completamento e l’attuazione del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, della rete di emergenza-urgenza e delle reti tempo dipendenti, in coerenza con il fabbisogno assistenziale;
  • la definizione e attuazione delle reti cliniche specialistiche;
  • il monitoraggio delle procedure per la realizzazione dei Nuovi Ospedali secondo quanto previsto dalla normativa vigente e dalla programmazione sanitaria regionale;
  • la definizione dei tetti di spesa e dei conseguenti contratti con gli erogatori privati accreditati per l’acquisto di prestazioni sanitarie in coerenza con il fabbisogno assistenziale, con l’attivazione, in caso di mancata stipula del contratto e ridefinizione delle tariffe delle prestazioni sanitarie, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente;
  • l’adozione del Programma operativo per la gestione dell’emergenza Covid-19 previsto dall’articolo 18 del decreto legge 17 marzo 2020.

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