Boccia: “Il sistema con i 21 parametri resta invariato fino al 3 dicembre”

Il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, intervistato su Raiuno, ha detto che per ora il sistema dei 21 parametri è intoccabile.

19 Novembre 2020 17:01

Lo aveva spiegato ieri in audizione alla Camera e lo ha ribadito oggi in tv: il sistema in base al quale vengono “colorate” di giallo, arancione o rosso le regioni non è in discussione. Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha spiegato che i 21 parametri che costituiscono il sistema di monitoraggio del rischio resteranno tali almeno fino al 3 dicembre, giorno in cui scade il DPCM 3 novembre e sarà seguito da un nuovo DPCM su cui il governo Conte sta lavorando in questi giorni.

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Intervistato a “Oggi è un altro giorno” su Raiuno, oggi Boccia ha spiegato:

Oggi ci sono alcune Regioni in rosso, non escludo che ce ne possano essere altre nei prossimi giorni. Questo dipende dai dati del monitoraggio di ogni settimana.

Boccia ha poi ribadito un concetto già contenuto nel DPCM del 3 novembre e che oggi il Premier Giuseppe Conte ha ripetuto durante il suo intervento all’Assemblea Annuale dell’ANCI: all’interno di una Regione si possono fare delle distinzioni tra Province. Boccia, infatti, ha detto:

È già previsto che ci possa essere una differenziazione: quelle regioni che sono state rosse, nella settimana di attenzione possono e potranno allentare le misure in alcune province.

Ha parlato poi, nello specifico, della situazione della Puglia, che per ora è zona arancione, ma che in alcune province registra numeri da zona rossa. Su quella che è anche la sua regione, Boccia ha detto:

Dipende dai dati. Fa bene Emiliano a chiedere restrizioni e essere rigoroso. Se lo chiede per due province, se ci sono le condizioni, ha senso chiederlo per tutta la regione nella prima fase. Ma aspettiamo i dati.

Anche Boccia oggi è intervenuto all’Assemblea Annuale dell’ANCI e ha detto che da questo 2020 “l’insegnamento per Italia ed Europa è che alcuni diritti universali, a partire da salute e scuola, non dovranno essere compressi da vincoli di bilancio”.

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