Boccia: “Entro metà dicembre Italia zona gialla. Dal 7 gennaio il Paese riparte”

Il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia è ottimista: entro il 15 dicembre tutta Italia o gran parte di essa sarà gialla.

Mentre il governo lavora alacremente per definire il nuovo DPCM entro domani, il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia è intervenuto alla conferenza online “5G Italy e il Recovery Fund” ed è sembrato piuttosto ottimista. Infatti ha spiegato:

Ore decisive per questo Dpcm, probabilmente il più lungo per durata della storia recente tra questi provvedimenti per regolare le nostre azioni. Parte il 4 dicembre, c’è un dibattito alle Camere e non è corretto anticipare le conclusioni, ma andrà sicuramente oltre l’Epifania, se un giorno dopo o una settimana dopo si stabilirà nel dibattito.

E poi ha aggiunto:

Noi non possiamo permetterci la terza ondata perché non vogliamo che una sola persona possa morire per covid nel corso del nuovo anno.

Secondo Boccia bisogna limitare al massimo il rischio di nuovi morti per Covid nel 2021 e sull’immediato futuro ha detto:

Dicembre dev’essere il mese che ci fa mettere in sicurezza il Paese senza fare un lockdown nazionale. Da qui a 15 giorni tutta Italia o gran parte d’Italia sarà gialla, pensiamo a restrizioni puntuali per il periodo delle feste che non ci fanno allentare i nostri comportamenti.

Intanto cresce l’attesa per il nuovo DPCM che dovrà essere completato entro domani e che regolerà tutto il periodo natalizio. Tra le ipotesi che sono state fatte nelle ultime ore e, in alcuni casi, negli ultimi giorni, ci sono il divieto di spostamenti tra Regioni e l’apertura dei ristoranti anche nei giorni di Natale e Santo Stefano, quest’ultima è un’idea che, invece, non sembrava possibile fino a ieri.

Per quanto riguarda il blocco degli spostamenti tra Comuni, invece, Italia Viva e una parte del PD hanno fatto notare che se venisse confermata anche nei giorni in cui sono aperti i ristoranti rischierebbe di creare una discriminazione tra le città più grandi e i paesini in cui, invece, non ci sono ristoranti.

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