Berlusconi ancora positivo al coronavirus: salta l’udienza del Ruby ter

“Non ho sintomi. Mi sento come un leone in gabbia”. Intanto processo rinviato al 19 ottobre

Silvio Berlusconi è ancora positivo al Coronavirus. L’ex premier non si è mai negativizzato a oltre tre settimane dal contagio ma, secondo il Corriere della Sera, ha rassicurato sulle sue condizioni: “Non ho sintomi. Mi sento come un leone in gabbia” fa sapere Berlusconi che due settimane fa era stato dimesso dall’ospedale San Raffaele di Milano e posto in isolamento domiciliare a casa.

Salta l’udienza del Ruby ter

Berlusconi, che domani dovrà rinunciare ai festeggiamenti per il suo compleanno (compie 84 anni) per evitare contatti, stamattina ha dovuto saltare anche l’udienza del Ruby ter, il procedimento aperto a Milano nel 2014 relativo alla presunta corruzione di testimoni del processo Ruby (con trasferimento degli atti dei procedimenti Ruby e Ruby bis alla procura), corruzione finalizzata secondo i pm alla falsa testimonianza pro Berlusconi. Gli imputati sono in tutto 28.

Il tribunale ha accolto la richiesta di legittimo impedimento avanzata dai legali del leader di Forza Italia. I giudici della settima sezione penale hanno rinviato il processo al 19 ottobre, quando si terrà un’udienza che dovrà rivalutare le condizioni di salute di Berlusconi e decidere quando ripartire con il procedimento vero e proprio che vede imputato il Cav per corruzione in atti giudiziari.

Covid, Silvio Berlusconi di nuovo positivo

26 settembre 2020 – Silvio Berlusconi è di nuovo positivo al coronavirus. Il tampone effettuato ieri ha avuto infatti esito positivo. Il leader di Forza Italia, dopo le dimissioni dall’ospedale San Raffaele di Milano il 14 settembre, è in isolamento a Villa San Martino, insieme alla compagna Marta Fascina.

Berlusconi manifesta l’astenia tipica di chi ha avuto il Covid-19, ma non avvertirebbe altri sintomi di rilievo. Le condizioni dell’ex premier, che la prossima settimana fa 84 anni, non preoccuperebbero e sono strettamente seguite dal suo medico personale, il professore Alberto Zangrillo. Quando venne dimesso dopo il primo ricovero, guarito da una polmonite bilaterale legata al Sars-CoV-2, il Cav all’uscita dal San Raffaele ammise di aver affrontato “la prova forse più pericolosa della mia vita”.

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