La variante inglese del virus è più facilmente trasmissibile dai bambini? Ecco cosa dice l’OMS

Uno degli esperti dell’OMS anticipa che la variante inglese del virus SARS-CoV-2 potrebbe essere più facilmente trasmissibile dai bambini.

La storia si ripete. O almeno rischia di ripetersi sul fronte della comunicazione da parte delle autorità sanitarie di tutto il Mondo. A dieci mesi dall’inizio della pandemia da COVID-19 si sta ripetendo quel susseguirsi di indiscrezioni che sono inevitabili di fronte alla novità e all’assenza di certezze. In principio è stato l’arrivo del nuovo coronavirus, con indicazioni che arrivano di volta in volta dalle autorità sanitarie man mano che la conoscenza del virus aumentava.

Indicazioni che, troppo spesso, contraddicevano quelle date in precedenza, col risultato che la confusione tra i cittadini non faceva che aumentare. Ora, di fronte alla nuova variante del virus che sta preoccupando l’intera Europa e non solo, siamo tornati in quella fase: tanti dubbi e ancora poche certezze, anche se stavolta si tratterà di attendere soltanto qualche settimana prima di avere informazioni chiare e precise.

Al momento sembra confermato che la cosiddetta variante inglese del virus SARS-CoV-2 abbia una trasmissibilità più elevata, ma oggi dalle fila dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è partita un’indiscrezione che rischia di far salire notevolmente il livello di preoccupazione: questa versione mutata del virus potrebbe essere più facilmente trasmissibile dalle persone più giovani, i bambini. Un particolare ancora da confermare e che, con la riapertura delle scuole, rischia di farci entrare in una nuova e più potente ondata di contagi.

I bambini possono veicolare più velocemente il virus? Non ci sono certezze

A fare questa affermazione è stato il dottor David Nabarro, uno dei sei invitati speciali dell’OMS per affrontare l’emergenza COVID. Intervistato oggi da Sky News, Nabarro ha annunciato che questa variante inglese del virus, almeno sulla base di quanto scoperto fino a questo momento, sembrerebbe essere “più facilmente trasmissibile dalle persone più giovani“.

Proprio come accaduto in questi dieci mesi, quindi, i più piccoli continuerebbero a manifestare raramente i sintomi dell’infezione da COVID, ma sarebbero in grado di contagiare tutti gli altri più facilmente.

A dare supporto alle parole dell’esperto dell’OMS ci ha pensato il virologo britannico Mark Harris dell’Università di Leeds, secondo il quale “se il virus si replica o cresce più velocemente nei bambini, questo potrebbe avere un effetto domino alla diffusione del virus nell’intera popolazione del Regno Unito“.

Gli esperti continuano a precisare che si tratta di informazioni ancora parziali da confermare, ma le analisi di questa nuova variante del virus sono in corso in tutto il Mondo e a breve dovremmo avere tutte le certezze necessarie per affrontare nel modo più preparato possibile quello che ci aspetta nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

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