Vaccini e priorità: è giunto il momento dell’accesso volontario

Tra l’estate e la sfiducia verso AstraZeneca è giunto il momento di partire con l’accesso volontario ai vaccini e dire addio alle priorità.

La campagna di vaccinazione in Italia sta proseguendo a passo spedito, ma non senza intoppi. I cittadini continuano a preferire i vaccini anti-COVID di Pfizer/BioNTech e di Moderna a quello di AstraZeneca e sempre più Regioni, proprio per non rallentare la campagna vaccinale di fronte alle adesioni non sempre in linea con le aspettative, stanno dando priorità ai vaccini a mRNA a discapito del siero di AstraZeneca.

Nel Lazio, ad esempio, tutte le dosi di Pfizer e Moderna ad oggi disponibili sono già state prenotate fino al 31 maggio prossimo e le scorte di AstraZeneca rischiano di restare nei frigoriferi. I motivi sono molteplici e non soltanto legati alla pessima comunicazione che fin dal primo momento ha accompagnato il siero Vaxzevria, con le stesse autorità sanitarie protagoniste di un cambio di opinioni hanno fatto perdere la fiducia nei cittadini, spesso incapaci di comprendere cosa significhi davvero che i benefici del vaccino superano i rischi.

È il momento di rivedere le priorità per i vaccini

Alla scarsa fiducia nel vaccino di AstraZeneca si affianca un problema che col passare dei giorni, e l’arrivo dell’estate, sta diventando sempre più pressante per molti italiani: chi riceve in questo periodo la prima dose del vaccino di AstraZeneca si ritroverà con la data del richiamo in concomitanza con le vacanze estive. E di fronte al rischio di dover ritardare o saltare le vacanze, le defezioni sono in aumento.

Di fronte alle defezioni di chi, secondo la lista delle priorità valida a livello nazionale, avrebbe diritto al vaccino contro il COVID-19 e sceglie di attendere o di saltare il proprio turno, appare sempre più evidente che il sistema delle priorità implementato fino a questo momento deve essere rivisto.

Ci sono schiere di giovanissimi che non vedono l’ora di ricevere il vaccino e over 50 e 60 che vorrebbero comportarsi come in una gelateria e scegliere il vaccino che ritengono essere più adatto alle proprie esigenze, anche a causa delle discussioni ancora in corso sull’età raccomandata per il vaccino di AstraZeneca. La campagna di vaccinazione rischia così di arenarsi. Se la priorità è quella di proteggere le categorie più a rischio, è giunto anche il momento di seguire l’esempio di altri Paesi e superare il sistema delle priorità così come fissato mesi fa.

Alcune Regioni si stanno già muovendo in questo senso. La Regione Lazio ha già programmato un Open Day per il vaccino di AstraZeneca, dando la possibilità a tutti gli over 40 di iniziare il percorso di immunizzazione in parallelo al sistema delle priorità. Sabato 14 e domenica 15 maggio tutti gli over 40 potranno presentarsi in uno dei centri vaccinali che saranno indicati dalla Regione e ricevere la prima dose del vaccino di AstraZeneca.

Qualcosa di simile è accaduto anche a Matera lo scorso fine settimana e accadrà anche nei prossimi giorni. In questo modo si sta iniziando a dare la possibilità anche ai più giovani e desiderosi di immunizzarsi contro il COVID-19 di farlo senza dover attendere il completamento dell’immunizzazione degli over 60 e poi ancora degli over 50.

Open Day #AstraZeneca 15 e 16 maggio con ticket virtuale: domani saranno comunicate tutte le modalità di accesso sui canali istituzionali di Salute Lazio#LazioSiVaccinawww.salutelazio.it

Posted by Regione Lazio on Wednesday, May 12, 2021

L’accesso volontario ai vaccini è la strada da seguire

Nel prossimo futuro della campagna di vaccinazione dovrà esserci l’accesso su base volontaria, anche soltanto per il siero di AstraZeneca in un primo momento. Chi è ancora titubante nonostante le ripetute rassicurazioni potrà farsi da parte e lasciare spazio a chi, invece, è in grado di comprendere quali sono i rischi e quali i benefici indipendentemente dall’età. Per fare questo, però, bisognerà seguire l’esempio di Regioni come il Lazio, che fin da subito ha suddiviso gli hub vaccinali in base al siero che viene somministrato. Esistono interi hub dedicati ad AstraZeneca, altri in cui si somministra soltanto Pfizer/BioNTech o il siero di Moderna.

Organizzare un Open Day dedicato ad AstraZeneca risulta così più comodo perchè si è in grado di indirizzare gli interessati in specifici hub vaccinali senza andare ad impattare le somministrazioni degli altri vaccini. Le Regioni lo stanno già iniziando a capire, ora serve che la struttura commissariale inizi ad adeguarsi a questa trasformazione avvenuta nelle ultime settimane.

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