Nuove regole per i colori delle regioni, ma potrebbe essere un boomerang

Si va verso un cambio del calcolo per i colori delle regioni: peseranno di più le ospedalizzazioni, ma sarà davvero un bene?

La prossima cabina di regia tra i partiti di maggioranza e il premier Mario Draghi si svolgerà lunedì 17 maggio, secondo quanto si apprende da fonti governative. In un primo momento si pensava che già questa settimane si potessero approntare le modifiche in vista del nuovo decreto da discutere già venerdì 14 in Consiglio dei Ministri. Slitta tutto sostanzialmente di una settimana, aumentando l’attesa per quelle che dovrebbero essere misure meno restrittive delle attuali. Uno dei tempi principali sul banco è il coprifuoco, che dovrebbe slittare di una o due ore, ovvero dalle 22 alle 23-24, ma il Comitato Tecnico Scientifico e i tecnici delle Regioni stanno lavorando anche ad una revisione dei parametri per la definizione delle zone e dei colori.

Calcolo colori regioni: meno peso all’Rt

L’attuale meccanismo di calcolo che dà maggiore importante all’indice Rt (il parametro che indica la trasmissibilità) sarà rivisto su richiesta espressa della Conferenza delle Regioni. I governatori sono da tempo critici nei confronti degli attuali parametri, poiché nonostante un calo dell’incidenza, quindi di una diminuzione del numero dei casi, possono comunque portare ad un innalzamento dell’Rt con conseguente peggioramento della soglia critica di un dato territorio. La proposta, che sembra sia stata recepita dai tecnico del CTS, è quella di fare pesare meno tra queste variabili l’Rt, dando maggior importanza agli indici di pressione ospedaliera, soprattutto quello relativo alle terapie intensive, oltre che al tasso di vaccinazione delle categorie più fragili.

Riassumendo, il passaggio alla zona rossa, ovvero a quella a più alto rischio, avverrà con le nuove regole se il livello di occupazione dei reparti ordinari e delle terapie intensive risultasse rispettivamente del 30% e del 20%. Attualmente, i parametri attuali sono fissati al 40% e al 30%. E non è tutto, relativamente alle fasce d’incidenza, quella a più alto rischio scatterebbe a partire da 150 casi ogni 100mila abitanti. Il parametro relativo alle ospedalizzazioni dovrebbe essere preso in considerazione dal 15 giugno in poi, ma si sta ancora discutendo la richiesta di alcune regioni, che propongono di considerare i dati di una sola settimana e non due per il passaggio ad un colore inferiore.

Cosa cambierebbe con i nuovi criteri: è sempre un bene?

Attualmente, l’Italia è quasi tutta gialla, ma per via della risalita dell’Rt sono a rischio “arancione” Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Campania, oltre alle province autonome di Bolzano e Trento. Insomma, è anche per questo che alcune regioni stanno spingendo più di altre per far pesare maggiormente le ospedalizzazioni. Attenzione, però, perché se in alcuni casi il cambiamento del peso dei parametri potrebbe rappresentare per una regione una “scappatoia”, per altre potrebbe addirittura penalizzare maggiormente rispetto ai calcoli con i parametri attuali.

Ponendo il caso che i nuovi parametri siano già in vigore, la Puglia che è appena ritornata in giallo, sarebbe addirittura rossa per il dato relativo alle ospedalizzazioni, mentre Campania, Basilicata e Valle d’Aosta sarebbero arancioni per l’incidenza. Se davvero questo nuovo sistema di calcolo entrerà in vigore a metà giugno, per alcune regioni potrebbe essere la classica zappa data sui piedi.

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