Vaccinazione obbligatoria? Si può ma non la si vuole fare

Il tema dell’obbligo vaccinale torna caldo: giuridicamente non sembrano esserci impedimenti, ma la maggioranza è divisa

Il tema della vaccinazione obbligatoria è tornato prepotentemente di moda in questi giorni. Le percentuali di coloro che rifiutano di vaccinarsi non sono proprio basse e si tratta comunque di un ostacolo o rallentamento al raggiungimento della “sicurezza nazionale”. Secondo le ultime stime, sono 1 milione gli over 60 che non hanno nemmeno prenotato la propria dose. Una fascia a rischio che mette così a repentaglio la propria salute, ma anche quella di chi gli sta attorno.

Ieri, il componente del CTS Sergio Abrignani, ha soffiato sulle polveri affermando: “Io sono assolutamente favorevole all’obbligo vaccinale. Già lo dissi a gennaio. Per questo virus che è un problema di sanità pubblica ci vuole l’obbligo così come lo abbiamo avuto per il vaiolo e per la polio”. Secondo le informazioni in possesso del Comitato Tecnico Scientifico, l’11% in Italia dice di non volersi vaccinare, il 7% è fortemente in dubbio, per un totale del 18% che per la maggior parte rientra tra gli under 60. “Se non mi vaccino io causo un danno alla comunità – aggiunge Abrignani – Se in 10 milioni non si vaccinano in Italia rischiano di selezionare nuove varianti che possano diventare insidiose. Tra l’altro quei 10 milioni mettono a rischio anche i 500mila che non possono vaccinarsi per le loro condizioni di salute”.

Vaccinazione obbligatoria: nessuno ostacolo giuridico

Alle parole di Abrignani fa eco Laura Palazzani, vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica, che è stata ospite stamane di ’24 Mattino’ su Radio24: “Non ci sono ostacoli giuridici per l’obbligo vaccinale, è possibile da un punto di vista giuridico, bisogna capire se è un’iniziativa opportuna”. Insomma, checché se ne dica, imporre l’obbligo di vaccinazione in una pandemia non è impossibile né scandaloso, soprattutto se non c’è l’adesione volontaria di chi è più a rischio. “Uscire dalla pandemia – continua Palazzani – è un obiettivo comune, quindi sarebbe importante sapere quante persone mancano per raggiungere l’immunità di greggia, questo numero non lo conosciamo ad oggi. Per noi, come consiglio al governo, non ci deve essere obbligo di vaccino, ma non va escluso. Noi puntavamo sull’adesione volontaria e su una campagna di comunicazione che non c’è stata”.

Boccia (PD): “Dovremo discutere obbligo vaccinale”

Una brutta gatta da pelare per il governo, anche perché le forze della maggioranza sulla questione sembrano essere divise. Il deputato del Partito Democratico, l’ex ministro Francesco Boccia, è favorevole. “Ora è importante che si vaccinino tutti – dichiara all’agenzia Vista – Nei primi mesi c’erano pochi vaccini e tanta disponibilità, ora che aumenta la vaccinazione iniziano a esserci alcune persone che non si vaccinano. Questo può essere un problema in autunno per la trasmissione di nuove varianti. Dobbiamo vaccinarci tutti e mi piacerebbe che questo appello fosse fatto anche dalla destra. Ci sarà il momento in cui in Parlamento dovremo discutere di un obbligo vaccinale”.

Sileri (M5S): “Escludo legge su obbligo vaccini”

Assolutamente contrario, invece, il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri (Movimento 5 Stelle). Ospite di Radio 24, Sileri ha escluso “sicuramente una legge sull’obbligatorietà del vaccino. Non c’è nessun work in progress, l’unico obbligo è stato messo per il personale sanitario”. “Al momento non c’è l’obbligatorietà del vaccino, è giusto fare gli open day per vaccinare tutte le età: dobbiamo andare a trovare gli 80enni e cercare di portare il vaccino a domicilio, e quelli sopra i 70 anni invogliarli alla prenotazione”, ha aggiunto. All’obbligo vaccinale, il sottosegretario alla Salute contrappone il “green pass”, che rappresenterà da solo un incentivo a sottoporsi a vaccinazione. “Avere un green pass che consente di fare tutto e certificare che sei lontano dal virus è un ottimo incentivo – insiste – Il trend sarà questo anche in altri Paesi all’estero, per andare in vacanza andrà dimostrata la negatività a un test o il vaccino fatto”.

Pregliasco: “Una sconfitta obbligo a sanitari”

Anche la comunità scientifica non è propriamente allineata e il virologo Fabrizio Pregliasco: “Spero che non si debba arrivare alla seconda sconfitta di introdurre l’obbligo vaccinale. La prima sconfitta è stata quella di dover mettere l’obbligatorietà per i sanitari – prosegue – visto che è rimasto un piccolo zoccolo duro che non si vuole vaccinare, sono pochi ma sono testimonial negativi perché se un medico non si vaccina finisce che attorno a lui le persone non si vaccinano e quindi è un problema. Può darsi che si debba arrivare a questa ‘extrema ratio’ per la popolazione visto l’interesse pubblico di queste vaccinazioni”. Ovviamente, prima di arrivare all’obbligo vaccinale, il virologo sottolinea si debbano tentare tutte le altre strade percorribili, “utilizzando le farmacie, coinvolgendo di più i medici di famiglia e andando in modo attivo a ricercarli”. Non sarà facile, perché la percezione della malattia attualmente è annacquata dal calo dei contagi e dal fatto che “il virus nella maggior parte dei casi ha un andamento benigno, quindi diventa davvero impegnativo riuscire a convincere che la malattia è più grave e più rischiosa rispetto alla pericolosità dei vaccini percepita e mal gestita a livello della comunicazione”.

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