Spagna, un registro coi nomi di chi rifiuterà il vaccino anti-COVID. E in Italia?

La Spagna vuole un registro coi nomi delle persone che rifiuteranno il vaccino anti-COVID. Non sarà pubblico, ma a disposizione dei Paesi UE.

Vaccino obbligatorio sì o no? Mentre in Italia la discussione è ancora in atto, con una parte della politica che vorrebbe l’obbligatorietà del vaccino contro il COVID-19 almeno per una serie di categorie considerate a rischio, a cominciare dagli operatori sanitari, la Spagna sembra aver deciso: vaccinarsi contro il nuovo coronavirus non sarà obbligatorio, ma chi rifiuterà di ricevere le dosi di vaccino necessarie finirà in un apposito registro che verrà poi messo a disposizione di tutti i Paesi dell’UE.

L’annuncio, già accompagnato da forti polemiche, è stato fatto oggi dal Ministro della Salute spagnolo Salvador Illa nel corso di un’intervista con l’emittente La Sexta in cui ha spiegato come funzionerà questo registro ancora in via di definizione.

Quello che faremo sarà un registro, condiviso coi nostri partner europei, delle persone a cui è stato offerto il vaccino e che hanno rifiutato. Non sarà un documento pubblico e sarà stilato col massimo rispetto della protezione dei dati.

Il registro non è ancora stato messo a punto nonostante la campagna di vaccinazione sia già iniziata anche in Spagna, ma il governo ha deciso di mettere le mani avanti visto che l’ultimo sondaggio commissionato dallo Stato ha rivelato che il 47% dei cittadini spagnoli non sarebbero propensi a ricevere il vaccino contro il COVID. Numeri altissimi, considerando la percentuale necessaria per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge.

E in Italia? Obbligo o non obbligo?

La posizione ufficiale dell’Italia resta quella di un vaccino non obbligatorio, nella speranza che alla campagna di vaccinazione aderiranno quanti più cittadini possibili. Se i comuni cittadini avranno senza dubbio la scelta se vaccinarsi o meno, diverso sembra essere il discorso per i dipendenti pubblici che lavorano a contatto col pubblico.

La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, in quota Partito Democratico, ha iniziato a parlare della possibilità della vaccinazione obbligatoria per i dipendenti pubblici. Intervenuta ad Agorà su RaiTre si è detta favorevole. “Credo che l’obbligatorietà del vaccino debba essere una pre-condizione per chi lavora nel pubblico“:

Se ci dovessimo rendere conto che evidentemente c’è un rifiuto che non si riesce a superare, penso che nel pubblico non si possa lavorare.

A tuonare contro le parole di Zampa è stata la Ministro per la pubblica amministrazione Fabiana Dadone, in quota Movimento 5 Stelle, che vorrebbe invece affidarsi alla semplice raccomandazione:

Non sono grande appassionata dell’obbligo in campo vaccinale. Il governo si è raccomandato e penso che una raccomandazione forte sia il modo migliore per raggiungere l’immunità di gregge. Usciamo da un anno molto complesso con 70mila cittadini uccisi dal Covid. Che oggi si discuta su come obbligare alla vaccinazione, lo trovo un modo assurdo di affrontare la situazione.</blockquote

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